Parole di fuoco dell’imam Maryam, “L’Italia è corrotta l’Islam è l’unica soluzione soluzione”
Un predicatore parla di Italia come ambiente corrotto da rieducare con l’islam. La Lega denuncia un disegno ideologico e annuncia una stretta normativa.
Il progetto Crisalide e l’idea di un’Italia “da rieducare”
“I musulmani in Italia hanno bisogno di apprendere la dottrina islamica più di quanto abbiano bisogno di mangiare, bere o respirare. Soprattutto in un ambiente pericoloso, corrotto e fuorviante come quello italiano”.
È questa una delle affermazioni contenute nei video di presentazione del cosiddetto Progetto Crisalide, diffusi sui social da Eliy Vago, noto anche come shaykh Abu Maryam, maestro di origine genovese e promotore dell’iniziativa.
Il progetto punta alla traduzione in lingua italiana di testi islamici e alla creazione di una sorta di scuola coranica nazionale, con l’obiettivo dichiarato di coprire l’intero territorio italiano.
L’Italia viene descritta come un contesto moralmente degradato, mentre all’islam viene attribuito un ruolo salvifico, presentato come soluzione ai problemi del Paese.
Nel filmato, Vago sostiene che per avviare l’iniziativa basterebbero tre euro per ogni musulmano residente in Italia, pur ammettendo che la spesa complessiva sarebbe comunque onerosa.
Le parole sul ruolo “salvifico” dell’islam
Nel racconto del promotore, Crisalide non è solo un progetto culturale, ma parte di una visione più ampia.
“Dobbiamo dimostrare che nell’islam c’è la soluzione a tutti i problemi che affliggono la penisola italiana”, afferma Vago in uno dei video.
Secondo questa impostazione, l’attuale presenza islamica nel Paese sarebbe caratterizzata da una diffusa impreparazione religiosa, causata da centri islamici ritenuti poco ortodossi.
Da qui la necessità, secondo i promotori, di una nuova struttura formativa centralizzata, capace di incidere in modo più profondo sul tessuto sociale e culturale italiano.
Il progetto è sostenuto da una raccolta fondi online, presentata come indispensabile per la realizzazione di traduzioni, corsi e attività formative.
La reazione politica e l’allarme della Lega
Sulla vicenda è intervenuta Anna Maria Cisint, che parla apertamente di un disegno ideologico strutturato.
Secondo la Cisint, per queste realtà “siamo da indottrinare attraverso i centri islamici, giudicati oggi troppo poco ortodossi. È per questo che spingono per la creazione di una nuova grande scuola coranica nazionale”.
L’europarlamentare segnala inoltre la presenza, tra i docenti indicati nel progetto, di Gabriele Jibril Longo, ricordando come in passato avesse definito “orrori” i giovani musulmani che auguravano buon Natale ai cristiani e avesse espresso cordoglio per la morte del Gran Muftì Sheikh Abdulaziz al-Sheikh, noto per aver sostenuto la distruzione delle chiese nella penisola arabica.
“Il tutto – sottolinea – chiedendo finanziamenti e denaro per sostenere il progetto”.
Per la Cisint, si tratta di “un gruppo di predicatori della galassia islamista” impegnato nella “costruzione di una vera e propria macchina di propaganda”, con un obiettivo finale definito senza mezzi termini come “la conquista dell’Occidente”.
La leghista annuncia l’intenzione di lavorare a una stretta legislativa per impedire che iniziative di questo tipo possano radicarsi.
Al momento, la raccolta fondi collegata al progetto ha raggiunto 4.256 euro, con 180 donazioni, a fronte di un obiettivo dichiarato di 100mila euro.
