Hannoun arrestato per finanziamenti ad Hamas, Meloni soddisfatta ringrazia gli investigatori
La premier Giorgia Meloni commenta l’operazione che ha portato all’arresto di nove persone accusate di finanziare Hamas attraverso enti presentati come umanitari.
L’arresto di Hannoun e l’inchiesta sui fondi ad Hamas
C’è anche Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, presidente dell’Associazione Palestinesi in Italia, tra le persone arrestate nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti ad Hamas. Il 63enne, architetto palestinese residente a Genova, era già noto agli inquirenti per precedenti indagini legate alla raccolta di fondi destinati alle famiglie di kamikaze e a militanti palestinesi.
Secondo gli investigatori, Hannoun sarebbe stato il vertice della cosiddetta “cellula italiana” di Hamas, con il 71% dei fondi raccolti per la popolazione palestinese e per Gaza dirottati verso l’organizzazione terroristica attraverso una rete di enti presentati come benefici. L’indagine ha portato complessivamente all’arresto di nove persone accusate di aver finanziato Hamas per oltre sette milioni di euro.
Le parole di Giorgia Meloni sull’operazione
La notizia è stata commentata direttamente dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, spesso bersaglio in passato delle invettive pubbliche dello stesso Hannoun. In una nota ufficiale, Meloni ha dichiarato: “Desidero esprimere apprezzamento e soddisfazione per l’operazione, di particolare complessità e importanza, che ha consentito di eseguire gli arresti di nove persone accusate di aver finanziato Hamas, attraverso alcune associazioni, sedicenti benefiche, per oltre sette milioni di euro”.
Nel suo intervento, la premier ha richiamato esplicitamente la posizione di Hannoun, definito dagli investigatori “membro del comparto estero dell’organizzazione terroristica Hamas” e “vertice della cellula italiana dell’organizzazione Hamas”, sottolineando la gravità del quadro emerso dall’inchiesta.
Il ringraziamento alle forze investigative e il contesto politico
Sempre nella stessa nota, Giorgia Meloni ha espresso “il più sentito ringraziamento, mio personale e a nome di tutto il Governo, a quanti hanno reso possibile quest’operazione”, citando la Procura di Genova, la Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, oltre al supporto informativo fornito dall’AISE.
Le indagini hanno inoltre ricostruito una rete internazionale di sostegno ad Hamas con contatti in diversi Paesi europei, tra cui Olanda, Austria, Francia e Regno Unito. Hannoun, secondo quanto accertato, avrebbe ricoperto anche il ruolo di membro del board della Conferenza dell’Unione delle Comunità e Istituzioni Palestinesi in Europa, organismo che si riunisce annualmente per promuovere iniziative di finanziamento legate alla causa palestinese.
