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Sondaggi 2025, Meloni da record, M5S e Pd in affanno, sale FI, giù la Lega

Il governo Meloni è tra i più longevi della Repubblica, mantiene fiducia stabile nei sondaggi e rafforza il profilo internazionale, mentre Pd e M5S faticano a costruire un’alternativa comune.

Longevità dell’esecutivo e riconoscimento internazionale

Il governo guidato da Giorgia Meloni chiude il 2025 confermandosi tra i più duraturi della Italia repubblicana. L’esecutivo risulta infatti il terzo per longevità, preceduto soltanto dai governi Berlusconi II e Berlusconi IV, un dato che fotografa una stabilità politica rara nel panorama nazionale.

Sul piano internazionale, l’Italia appare rafforzata. Diversi osservatori attribuiscono alla premier un ruolo determinante nella scelta del Consiglio Europeo di procedere con l’emissione di bond dell’Unione Europea per sostenere l’Ucraina, superando le resistenze di Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca. Un passaggio che consolida il peso politico di Roma nei principali dossier continentali.

Manovra, conti pubblici e quadro interno

Più articolata la situazione sul fronte interno. La Manovra economica ha deluso parte delle aspettative, ma viene riconosciuta per aver mantenuto i conti pubblici in ordine.

Questo risultato ha consentito all’Italia di uscire in anticipo dalla procedura d’infrazione europea per debito eccessivo, un elemento che il governo rivendica come segnale di affidabilità finanziaria.

Secondo l’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli, il gradimento dell’esecutivo si attesta al 42%, mentre quello personale della presidente del Consiglio raggiunge il 43%, in lieve crescita rispetto all’anno precedente.

Numeri che indicano una tenuta complessiva del consenso, nonostante un contesto economico complesso e un clima politico polarizzato.

Sondaggi e difficoltà dell’opposizione

Le intenzioni di voto mostrano una sostanziale stabilità. Fratelli d’Italia è stimato al 28,4%, in crescita di circa un punto sull’anno e di oltre due punti rispetto alle elezioni del 2022.

Il Partito Democratico si colloca al 21,3%, in calo sull’ultimo anno ma in crescita rispetto al risultato elettorale. Il Movimento 5 Stelle appare invece in lieve flessione.

L’opposizione risulta più frammentata della maggioranza. La linea del “campo largo” sostenuta da Elly Schlein incontra resistenze, mentre Giuseppe Conte rivendica “mani libere”, soprattutto sui temi di politica estera e sul conflitto ucraino.

Gli elettorati di Pd e M5S appaiono socialmente complementari, ma difficilmente amalgamabili per differenze valoriali e per un persistente orientamento antisistema tra i pentastellati.

Nel centrodestra, al contrario, Fratelli d’Italia continua a consolidarsi trasversalmente, erodendo consensi alla Lega soprattutto nel Nord del Paese.

Il quadro che emerge a fine anno è quello di un governo che beneficia di riconoscimento internazionale e consensi elevati, mentre l’opposizione fatica a presentare un’alternativa credibile e unitaria.