Salis commenta Trentini, “Quando esci sei confuso” ma non ringrazia la Meloni
Ilaria Salis commenta la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, ma evita ogni ringraziamento istituzionale e si limita a riflessioni personali sulla detenzione all’estero.
Ilaria Salis interviene sulla liberazione di Trentini e Burlò
Riecco Ilaria Salis, europarlamentare eletta con Alleanza Verdi Sinistra, tornata in Italia dopo la detenzione in Budapest grazie all’intervento delle istituzioni italiane.
Questa volta l’occasione è la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, rilasciati dopo una lunga detenzione all’estero.
Salis ha commentato la notizia senza alcun riferimento al ruolo svolto dallo Stato italiano nelle trattative, scegliendo invece di concentrarsi su considerazioni personali legate alla propria esperienza carceraria.
“Ovviamente sono molto contenta che questo incubo per Alberto e i suoi cari sia finito. Doveva finire molto prima, certo, ma sono molto contenta”, ha dichiarato, aggiungendo: “È una buona notizia che possa tornare a casa. Capisco bene il sollievo che prova in questo momento”.
“Quando esci sei confuso”, il racconto personale di Salis
Nel suo intervento, Ilaria Salis ha insistito sul piano emotivo, richiamando il momento dell’uscita dal carcere e il ritorno alla normalità.
“Quando sai che stai uscendo sei molto confuso, anche io non sapevo cosa avrei trovato fuori”, ha affermato, sottolineando come l’esperienza della detenzione all’estero isoli completamente da ciò che accade nel Paese di origine.
“Quando sei detenuto all’estero non hai molte notizie su quello che succede in Italia. Ci sono quindi due momenti, uno è quando esci proprio e l’altro quando torni a casa”, ha spiegato, descrivendo una sensazione di sospensione e disorientamento che accompagna la liberazione.
Secondo Salis, il rientro rappresenta il vero spartiacque emotivo, quando “il sollievo, la gioia e la leggerezza arrivano come se si sciogliesse un nodo”.
Nessun ringraziamento istituzionale e polemica politica
Nelle dichiarazioni dell’europarlamentare, però, non compare alcun riferimento alle autorità italiane che hanno reso possibile la sua uscita dal carcere né alla diplomazia che ha lavorato per la liberazione di Trentini e Burlò.
Una scelta che non passa inosservata nel dibattito politico, soprattutto considerando che Ilaria Salis ha beneficiato dell’immunità parlamentare per tornare in Italia, mentre oggi interviene da osservatrice sulla vicenda di altri connazionali detenuti all’estero.
Il suo intervento si inserisce così in un clima già segnato da polemiche, alimentando critiche sulla mancanza di riconoscenza istituzionale e su un approccio che privilegia il racconto personale rispetto al riconoscimento del ruolo svolto dallo Stato.
Un atteggiamento che, per molti, conferma una distanza netta tra l’esperienza individuale rivendicata e il contesto politico-istituzionale che ha reso possibile il ritorno in libertà.
