Chiara Ferragni processo chiuso con proscioglimento ma si riaccende la polemica con la Lucarelli: “E’ anche peggio”
Dopo il proscioglimento deciso a Milano, Chiara Ferragni replica alle analisi di Selvaggia Lucarelli. La giornalista pubblica la nota dell’ufficio stampa e attacca la strategia comunicativa.
Il proscioglimento di Chiara Ferragni e la chiusura del procedimento
Si è chiuso con una sentenza di non luogo a procedere il procedimento giudiziario che per oltre due anni ha visto al centro Chiara Ferragni. La decisione è arrivata a Milano e riguarda le contestazioni per truffa aggravata legate alle operazioni commerciali “Pandoro Balocco Pink Christmas” e “Uova di Pasqua”. Il giudice ha dichiarato l’improcedibilità del processo a seguito dell’accettazione della remissione delle querele, ponendo fine a una vicenda giudiziaria che aveva avuto un forte impatto mediatico e reputazionale sull’influencer. Il caso, esploso nel dicembre 2022, aveva aperto un ampio dibattito pubblico sulle modalità di comunicazione delle iniziative benefiche legate ai prodotti promossi dall’imprenditrice digitale, attirando l’attenzione di autorità, associazioni dei consumatori e opinione pubblica.
L’analisi di Selvaggia Lucarelli sull’esito giudiziario
Tra le prime a commentare il provvedimento c’è stata Selvaggia Lucarelli, che sui social ha fornito una spiegazione tecnica del dispositivo. La giornalista, che per prima aveva sollevato dubbi sulla trasparenza delle operazioni commerciali, ha chiarito che per procedere per truffa semplice erano necessarie le querele inizialmente presentate e poi ritirate dal Codacons dopo un accordo risarcitorio. Venuto meno questo presupposto, secondo la sua ricostruzione, il processo non avrebbe potuto proseguire. La contestazione di truffa aggravata, che non richiede querela, non avrebbe invece retto per l’assenza delle aggravanti. “Tecnicamente è stata prosciolta, non assolta”, ha scritto Lucarelli, aggiungendo che sul piano amministrativo la posizione dell’influencer resta definita dalle sanzioni per pubblicità ingannevole. In questo contesto ha ricordato il pagamento complessivo di circa tre milioni di euro tra multe e donazioni, effettuato per chiudere il contenzioso con le autorità competenti.
La replica dell’ufficio stampa e il nuovo botta e risposta
Alle dichiarazioni di Lucarelli ha fatto seguito una replica ufficiale diffusa dall’ufficio stampa di Chiara Ferragni. Nella nota si sostiene che il proscioglimento equivarrebbe a una piena assoluzione e che l’improcedibilità dimostrerebbe l’assenza dei presupposti per contestare la truffa aggravata. “Questo processo non si doveva fare”, si legge nella precisazione, che respinge la distinzione tra proscioglimento e assoluzione avanzata dalla giornalista. La risposta non ha però chiuso la polemica. Anzi, è stata rilanciata dalla stessa Lucarelli attraverso una storia su Instagram, accompagnata da un commento critico: “Il vero problema di Ferragni al momento è questo ufficio stampa a dir poco imbarazzante”. La giornalista ha pubblicato integralmente la precisazione della società Image Building, che cura la comunicazione dell’influencer, spostando così il confronto dal piano giudiziario a quello della strategia comunicativa.