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L’attacco di Ilaria Salis a Salvini e Meloni: “Criminali di guerra al fianco di Orban”

In vista delle elezioni in Ungheria, Viktor Orban punta sugli endorsement internazionali. Tra i sostenitori anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini, mentre Ilaria Salis attacca duramente.

Ungheria al voto, Orban rilancia con il sostegno dei leader internazionali

In Ungheria si avvicina l’appuntamento con le elezioni parlamentari per il rinnovo dell’assemblea nazionale. A Budapest, il clima politico è segnato da una forte attenzione ai sondaggi e dalle strategie messe in campo dall’attuale primo ministro Viktor Orban, che punta a confermare la propria leadership.
Tra le scelte adottate, emerge quella di valorizzare il sostegno di figure politiche affini a livello internazionale, una pratica ormai diffusa tra i leader impegnati in campagne elettorali. A sostegno di Orban compaiono, tra gli altri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il vicepremier Matteo Salvini.
L’elenco degli endorsement include anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente argentino Javier Milei, il leader conservatore spagnolo Santiago Abascal e il primo ministro ceco Andrej Babiš, oltre ad altri esponenti dell’area conservatrice europea e internazionale.

Critiche politiche e tensioni al Parlamento europeo

La presenza di Meloni e Salvini nella campagna a sostegno di Orban ha suscitato reazioni tra i gruppi socialisti e della sinistra al Parlamento europeo. Le critiche, espresse nell’ambito del confronto politico, rientrano nel normale dibattito democratico.
Il clima cambia, però, quando il dissenso assume toni personali. In questo contesto si inserisce l’intervento di Ilaria Salis, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha affidato a un post pubblico parole particolarmente dure nei confronti dei leader coinvolti.
Salis, eletta al Parlamento europeo dopo la candidatura che le ha consentito di lasciare il carcere ungherese, dove era detenuta in misura cautelare con l’accusa di aver partecipato a un pestaggio a Budapest, ha commentato la campagna elettorale di Orban con toni che hanno acceso ulteriormente lo scontro politico.

Il post di Salis e le reazioni politiche

Nel suo intervento, Ilaria Salis scrive: “Quanta bella gente a fare da passerella alla campagna elettorale di Viktor Orbán. Ci sono criminali di guerra, fanatici suprematisti, postfascisti e postnazisti, capitoni e ducette, non manca più nessuno… Solo non si vede Donald Trump”.
Le parole non risparmiano nessuno dei leader citati e coinvolgono indirettamente anche altri capi di governo e di Stato europei. L’episodio ha riacceso il confronto sul linguaggio utilizzato nel dibattito politico, soprattutto quando a esprimersi sono rappresentanti istituzionali eletti.
La vicenda si inserisce in un contesto già teso tra le forze conservatrici e la sinistra radicale a livello europeo, mentre la campagna elettorale ungherese entra nel vivo e Orban punta a consolidare il consenso anche attraverso il sostegno internazionale.