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Sicurezza, Feltri inchioda la sinistra: “Avete educato all’impunità”

Vittorio Feltri individua nella cultura politica della sinistra la radice del caos sicurezza, accusando anni di indulgenza ideologica che hanno demolito autorità, responsabilità e rispetto delle regole.

La sicurezza come fallimento culturale secondo Vittorio Feltri

Per Vittorio Feltri il tema sicurezza non è una contingenza né un’emergenza improvvisa. È l’esito diretto di un modello culturale preciso, stratificato nel tempo e promosso dalla sinistra. Una visione che, secondo il giornalista, ha progressivamente ribaltato i valori fondanti dello Stato di diritto. Per decenni, spiega Feltri, è stato diffuso il messaggio secondo cui il criminale sarebbe una vittima del contesto, la violenza una forma di disagio sociale, il delinquente un soggetto da comprendere più che da punire. In questo schema, chi rispettava le regole veniva ridicolizzato, chi invocava ordine etichettato come reazionario, chi chiedeva sicurezza bollato come paranoico. Il risultato non è giuridico, ma antropologico: un sistema educativo e valoriale che ha dissolto il concetto stesso di limite e di responsabilità individuale.

Autorità demolita e impunità diffusa

Nell’analisi di Feltri, la crisi della sicurezza nasce anche dalla delegittimazione sistematica delle figure chiamate a garantire l’ordine. In famiglia, afferma, i genitori hanno rinunciato al proprio ruolo. Nella scuola, gli insegnanti sono stati svuotati di autorevolezza. Nelle istituzioni, le forze dell’ordine sono state esposte a una costante umiliazione pubblica. A questo si aggiunge il ruolo di una parte della magistratura che, secondo il giornalista, avrebbe contribuito a consolidare un senso di impunità strutturale. «Abbiamo educato generazioni all’idea che la regola sia un’imposizione e l’autorità una forma di violenza», sostiene Feltri, descrivendo un contesto in cui il limite viene percepito come sopruso e la legalità come optional. Quando il limite scompare, osserva, la violenza prende inevitabilmente il suo posto.

Meloni, l’eredità pesante e la necessità di parole scomode

Nel suo ragionamento, Feltri chiama in causa anche l’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, sottolineando come si trovi a governare un Paese già devastato sul piano morale prima ancora che sociale. Il paragone con Silvio Berlusconi viene affrontato senza esitazioni: Meloni, a suo giudizio, sarebbe persino più solida sul piano della capacità politica, ma schiacciata dal peso di decenni di scelte ideologiche. «Non bastano tre anni, non bastano cinque», scrive Feltri, per ricostruire ciò che è stato demolito. La soluzione, secondo il giornalista, passa da un principio semplice e non negoziabile: le regole si rispettano. Punto. Non si interpretano, non si relativizzano. La sicurezza non è un lusso, ma il primo diritto. Senza sicurezza, conclude, non esistono libertà, giustizia né convivenza civile.