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Ilaria Salis contro i giudici: “Resistenza armata sempre legittima, non terrorismo”

Ilaria Salis critica la sentenza su Anan Yaesh, contesta l’equiparazione tra resistenza palestinese e terrorismo e rivendica il diritto all’autodeterminazione contro l’occupazione israeliana.

Le dichiarazioni di Ilaria Salis e lo scontro politico

L’europarlamentare Ilaria Salis, eletta con Alleanza Verdi e Sinistra, torna a far discutere con un intervento pubblicato su X. La Salis ha espresso «profonda preoccupazione per la sentenza di primo grado a danno di Anan Yaesh (cinque anni e sei mesi), che di fatto equipara la resistenza palestinese al terrorismo». Secondo l’europarlamentare, «la resistenza, anche armata, all’occupazione illegale di un territorio – in particolare quando si rivolge contro le forze occupanti – è sempre legittima. È un principio fondante del diritto internazionale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione». La Salis richiama anche la storia italiana, sostenendo che «dovrebbe saperlo bene un Paese la cui storia è segnata dalla resistenza partigiana contro l’occupazione nazifascista».

Il riferimento alla Palestina e alla Cisgiordania

Nel suo intervento, la Salis contesta apertamente la decisione giudiziaria, affermando che «condannare la resistenza significa rovesciare questi principi e cancellare il contesto in cui essa nasce». L’eurodeputata cita esplicitamente la situazione della Palestina e della Cisgiordania, facendo riferimento a «la natura coloniale dell’occupazione israeliana e l’odioso ruolo giocato dagli insediamenti illegali». Nel messaggio pubblicato, la Salis conclude ribadendo che «i palestinesi hanno pieno diritto a difendersi dall’occupazione e dalla violenza dei coloni», chiudendo con un messaggio di solidarietà: «Solidarietà ad Anan Yaesh. Free Palestine».

La condanna di Anan Yaesh decisa dalla Corte dell’Aquila

Anan Yaesh è stato condannato dalla Corte d Assise dell Aquila alla pena di cinque anni e sei mesi di reclusione. Secondo l’accusa, Yaesh avrebbe finanziato e coordinato dall’Italia il Gruppo di Risposta Rapida della Brigata di Tulkarem, formazione armata attiva contro l’occupazione israeliana in Cisgiordania. La sentenza è arrivata al termine del processo per associazione con finalità di terrorismo ed è stata letta dal presidente del collegio, Giuseppe Romano Gargarella, dopo la camera di consiglio. La decisione ha immediatamente innescato reazioni politiche e polemiche, alimentate anche dalle parole dell’europarlamentare italiana.