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Dazi Trump, scontro nel governo: Crosetto gela la Lega, “Festeggiare? Non è tifo da stadio”

Guido Crosetto critica l’esultanza sui dazi di Trump contro Francia e Germania, difende il dialogo tra alleati e avverte: l’Italia rischia in un mondo diviso e instabile.

La replica di Guido Crosetto ai festeggiamenti sui dazi

Il ministro della Difesa Guido Crosetto interviene duramente sui social dopo le dichiarazioni del senatore leghista Claudio Borghi, che aveva espresso soddisfazione per i dazi annunciati da Donald Trump nei confronti di Francia e Germania. In un messaggio pubblicato su X, Crosetto prende le distanze da ogni logica di tifoseria: «Non capisco cosa ci sia da festeggiare nell’indebolimento (economico) di nostri alleati che sono anche tra i nostri maggiori partner commerciali ed industriali». Il ministro chiarisce che i rapporti internazionali non possono essere letti come una competizione sportiva: «Non stiamo facendo il tifo tra Milan ed Inter e quindi dovremmo auspicare che tra i nostri alleati prevalgano dialogo e buon senso».

Alleati, commercio e responsabilità internazionale

Nel suo intervento, Crosetto sottolinea come Francia e Germania rappresentino pilastri fondamentali per l’economia italiana, sia sul piano industriale sia su quello commerciale. L’indebolimento dei partner europei, secondo il ministro, non porta alcun vantaggio strategico all’Italia. «E quando non accade lavorare per ricrearlo», aggiunge, riferendosi alla necessità di ricostruire il dialogo quando viene meno. Il ministro della Difesa allarga poi lo sguardo al contesto globale, descrivendo uno scenario sempre più frammentato: «In un mondo polverizzato dove si torna alla logica “ognuno per sé e Dio per tutti” o a quella della potenza militare e delle risorse naturali, noi non siamo un vaso di ferro». Un passaggio che evidenzia la fragilità strutturale dell’Italia in uno scenario internazionale dominato da tensioni economiche e geopolitiche.

Lo scontro politico e il richiamo al senso dello Stato

Nel secondo intervento pubblicato sempre su X, Crosetto insiste sul concetto di responsabilità, rivendicando la necessità di un approccio razionale e unitario tra Paesi alleati. «Provare a ragionare, ostinarsi ad unire e non a dividere, buttare acqua sul fuoco appena si manifesta una scintilla, potrebbe sembrare un’impresa disperata», scrive il ministro. Il riferimento è a un clima internazionale in cui anche nazioni alleate «da 76 anni» finiscono per comportarsi «più da tifosi di squadre avversarie che da alleati uniti da comuni valori». Nonostante le difficoltà, Crosetto conclude ribadendo che questo sforzo resta indispensabile: «È doveroso farlo: si chiama responsabilità». Un messaggio che segna una netta distanza dalle posizioni espresse dal senatore leghista e che riporta al centro il ruolo dell’Italia come attore chiamato a favorire equilibrio e dialogo nello scacchiere internazionale.