Accoltellamento a La Spezia, Funaro attacca Salvini: “Meno slogan, pensi a far arrivare in orario i treni”
Dopo l’accoltellamento a La Spezia, Sara Funaro critica Matteo Salvini sulla sicurezza, accusando il governo di puntare su misure simboliche invece di rafforzare la presenza delle Forze dell’Ordine.
L’attacco di Sara Funaro dopo l’accoltellamento a La Spezia
Dopo il grave episodio di violenza avvenuto in una scuola di La Spezia, la sindaca di Firenze, Sara Funaro, interviene duramente sul tema della sicurezza, chiamando direttamente in causa il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Secondo la Funaro, le priorità individuate dal governo sarebbero sbagliate e scollegate dalla realtà quotidiana dei territori. L’episodio di La Spezia viene indicato come l’ennesima dimostrazione di una fragilità strutturale nella gestione della sicurezza, soprattutto nei luoghi sensibili come le scuole.
“Servono agenti nei quartieri, non militarizzazioni simboliche”
Nel suo intervento, la Funaro contesta apertamente la strategia basata sulla militarizzazione di stazioni e aree specifiche, sostenendo che non sia questa la risposta più efficace. La sindaca sottolinea la necessità di una presenza costante delle Forze dell’Ordine nei quartieri, nelle piazze e nelle strade, a tutela di cittadini, famiglie, bambini e anziani. Secondo la Funaro, il problema principale resta la carenza di personale: «Spesso il numero di agenti non è sufficiente nemmeno a compensare il turnover dovuto ai pensionamenti». Una criticità che, a suo giudizio, rende inefficaci anche le norme più restrittive se non accompagnate da un reale rafforzamento degli organici sul territorio.
La stoccata a Salvini e il tema delle priorità
Nel suo intervento non manca una frecciata sul doppio ruolo di Salvini come ministro dell’Interno e dei Trasporti. La Funaro osserva che sarebbe più utile concentrarsi su problemi concreti, come garantire il funzionamento regolare dei servizi essenziali, «ad esempio far arrivare i treni in orario», piuttosto che puntare su operazioni dall’alto valore simbolico ma scarso impatto pratico. La sindaca conclude ribadendo che la sicurezza non può essere affrontata con annunci o misure di facciata, ma richiede scelte operative chiare, investimenti sul personale e una presenza reale dello Stato nelle città, soprattutto dopo episodi di violenza che colpiscono luoghi frequentati da minori.