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Va in missione in Africa e si innamora, prete lascia il sacerdozio: “Dio è sempre stato dalla nostra parte”

Nel 2017 un amore ex prete nasce in Africa tra fede e desiderio, distanza e discernimento. Una scelta maturata nel tempo, senza forzature, che cambia due vite.

Amore ex prete nato in missione africana

È il 2017 quando Sebastiano, sacerdote missionario ordinato nel 2007, si trova nel cuore dell’Africa per un’esperienza destinata a durare anni. La sua è stata una vocazione definita adulta e consapevole, maturata dopo i trent’anni. In quel contesto arriva Margherita, musicista trentiquattrenne, partita non per cercare relazioni, ma per attraversare un passaggio personale profondo. L’incontro avviene in modo inatteso, durante un periodo segnato dal silenzio e dalla vita quotidiana della missione. Tra i due nasce un riconoscimento immediato, non pianificato, che si sviluppa senza gesti clandestini né scorciatoie. Sebastiano racconta: «Lei è arrivata quando io stavo benissimo dove ero. Non mi mancava nulla». Eppure qualcosa cambia. La relazione cresce nella distanza, nel rispetto dei ruoli e nel confronto interiore. «Vivevo però una dicotomia interiore», spiega, descrivendo il conflitto tra la promessa sacerdotale e il desiderio di una vita affettiva piena. Il sentimento non viene vissuto come una fuga, ma come una domanda aperta, che chiede tempo e ascolto.

Il dubbio tra vocazione e desiderio

Il percorso di Sebastiano non è segnato da scelte impulsive. Il legame con Margherita attraversa anni di attesa, interruzioni e riprese. Dopo il rientro di lei in Italia, i contatti proseguono quotidianamente, finché il sacerdote decide di fermarsi. «Quando la vita vuole che tu faccia un passo in direzione del compito cui sei chiamato, inizia a farti sorgere domande radicali», afferma. Il confronto con il vescovo diventa decisivo. «Il vescovo mi disse che innamorarsi fa parte dell’esperienza umana», racconta Sebastiano, chiarendo che quel dialogo non ha semplificato la scelta, ma l’ha resa possibile. Nel 2018 rientra definitivamente in Italia, avviando un periodo di discernimento lontano dalla missione e dalla canonica. Il rapporto con Margherita si rafforza anche senza una dimensione fisica, fondandosi su un’intesa profonda e su un linguaggio comune fatto di fede, domande e silenzi condivisi.

La scelta definitiva e la vita oggi in Veneto

Il passaggio decisivo arriva tra il 2019 e il 2020, in un contesto di isolamento e riflessione forzata. Margherita sceglie di farsi da parte, lasciando a Sebastiano la responsabilità di una decisione non condizionata. «Dovevo scegliere per me, non in funzione di lei», spiega. Dopo mesi di distanza, la scelta matura. Il sacerdote avvia il percorso formale di uscita dal sacerdozio, concluso con l’istruttoria ecclesiastica. Oggi Margherita e Sebastiano vivono insieme in una casa immersa nella natura in Veneto. Continuano a pregare, a interrogarsi, a condividere una fede vissuta in modo diverso ma non contrapposto. «Oggi mi sento in pace. Con Dio, con la Chiesa, con me stesso», afferma lui. «Dio non è mai stato un ostacolo. È sempre stato dalla nostra parte», aggiunge Margherita.