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Lega spaccata, Vannacci sfida Salvini, Zaia spinge per l’espulsione del Generale

Dopo la convention di Parma, Roberto Vannacci sbeffeggia l’evento leghista in Abruzzo. Salvini media, Zaia preme per l’espulsione, mentre la frattura interna diventa sempre più evidente.

Lo sberleffo di Vannacci e la sfida al vertice leghista

La mattina successiva al pienone della sua convention ultrasovranista a Parma, Roberto Vannacci affonda il colpo via social: «Serata memorabile a Parma. Mancava solo la Pascale». Un’ironia rivolta alla due giorni organizzata dalla Lega in Abruzzo, alla quale era stata invitata Francesca Pascale per un confronto sui diritti civili.
Il messaggio chiarisce la distanza politica. Vannacci, vicesegretario del Carroccio, non si presenta a Rivisondoli per l’intervento di Matteo Salvini e, nello stesso giorno, convoca i suoi sostenitori dall’altra parte d’Italia. Tra i fedelissimi il messaggio è netto: «Portiamo avanti le nostre idee, con coerenza. Se la Lega vuole negarci spazi, che ci caccino». Una linea che rende la rottura ormai palese.

Salvini prova a tenere insieme il partito

Il leader del Carroccio frena. «Non espellerò nessuno», fa sapere Matteo Salvini, ricordando di aver nominato Vannacci vicesegretario appena nell’aprile scorso, consegnandogli la tessera sul palco. Dal Veneto, inaugurando una variante viaria in vista delle Olimpiadi invernali, tenta la mediazione: la Lega, dice, è fatta di sensibilità diverse e di figure come Luca Zaia, Giancarlo Giorgetti e Vannacci, ciascuna con un proprio apporto.
Ma dietro le quinte il clima resta teso. La scissione è evocata come un esito possibile, anche per i tempi e le modalità. L’impressione diffusa è che Vannacci punti a essere allontanato, mentre Salvini prende tempo e rifiuta lo strappo.

Il pressing di Zaia e la smentita ufficiale

Dal Veneto si muove Luca Zaia, che avrebbe sollecitato Salvini a un passo deciso: l’espulsione dell’eurodeputato, ormai descritto come pronto a fondare una versione italiana dell’AfD. La dirigenza leghista smentisce contatti e richieste formali, ma il confronto interno risulta avvenuto anche di persona.
Secondo la linea attribuita a Zaia, il primo atto dovrebbe essere la rimozione dei gradi di vicesegretario a Vannacci, con un confronto politico pubblico sulle violazioni delle regole del partito. L’ex governatore rivendica una Lega più liberale, rilancia su fine vita e diritti civili e contrappone questa visione alla linea identitaria dell’eurodeputato, che insiste sulla “remigrazione”.
Nel frattempo Salvini replica anche alle polemiche sulla foto al Viminale con Tommy Robinson e alle critiche di Antonio Tajani, ribadendo che tra alleati possono esserci differenze. Il braccio di ferro, però, resta aperto e il partito appare al bivio.