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20enne ucciso dal poliziotto, Conte accusa l’esecutivo: “Questo è il clima creato dal governo”

Dopo la morte di un 20enne a Milano durante un intervento di polizia, scoppia lo scontro politico: Giuseppe Conte punta il dito contro il governo, centrodestra compatto a difesa degli agenti.

La sparatoria e le prime reazioni politiche

Tic-tac, tic-tac. Poche ore dopo la sparatoria avvenuta all’estrema periferia sud-est di Milano, che ha portato alla morte di un 20enne di origine nordafricana, già noto alle forze dell’ordine, la politica entra subito in campo.

Il primo a intervenire è Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, che evita di commentare nel merito l’episodio ma allarga immediatamente il discorso: «Sul singolo episodio non entro.

Però il clima generale per quanto riguarda la sicurezza lo stiamo denunciando da tempo. Il governo ha detto che andava tutto bene».

Una presa di posizione che viene letta come un attacco diretto all’esecutivo e alle politiche sulla sicurezza, proprio da parte di chi, da presidente del Consiglio, aveva smantellato i primi decreti sicurezza approvati negli anni precedenti.

Centrodestra compatto: solidarietà agli agenti

Di segno opposto la reazione del centrodestra, che si mostra compatto nel sostegno alle forze dell’ordine. In una nota ufficiale, la Lega esprime «solidarietà alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno difendono i cittadini perbene», auspicando che «nessun agente finisca ingiustamente nel tritacarne».

Il vicepremier Matteo Salvini è ancora più netto: «Sono dalla parte del poliziotto, senza se e senza ma».
Più prudente ma altrettanto chiaro il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che invita alla cautela:

«Non ho motivo di presumere sulla legittimità o proporzionalità dell’intervento, ma non diamo scudi immunitari a nessuno. Le autorità competenti vaglieranno il caso. Chiedo solo di non fare presunzioni di colpevolezza».

Anche Fratelli d’Italia interviene con il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami: «È doveroso ribadire il sostegno alle donne e agli uomini in divisa che operano ogni giorno in contesti difficili. Mi auguro che si evitino processi sommari nei confronti degli agenti coinvolti».

Da Forza Italia, il presidente dei senatori Maurizio Gasparri aggiunge: «Totale solidarietà al poliziotto. Chi gli si è contrapposto era armato. Respingeremo ogni tentativo di speculazione contro le forze dell’ordine».

Sala sotto pressione e le accuse sulla sicurezza

Nel mirino finisce anche il sindaco di Milano, Beppe Sala, avvisato dell’episodio dal comandante della polizia locale e subito incalzato dall’opposizione cittadina per l’assenza di un assessore alla Sicurezza.

Sala difende la sua scelta: «Ho tenuto io questo fardello perché voglio essere concreto. A un anno dalla fine del mandato servirebbe una persona con profonda conoscenza della città e della materia».

Ma le critiche non si fermano. Da Fratelli d’Italia, il capogruppo a San Donato Milanese, Guido Massera, parla di una situazione annunciata: «Oggi è successo quello che tutti speravamo non accadesse. Da anni chiedevamo di bonificare la zona per permettere alle forze dell’ordine di lavorare in condizioni non impossibili».

La sparatoria riaccende così uno scontro politico durissimo su sicurezza, responsabilità e gestione del territorio, mentre le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dell’intervento.