Travaglio difende Corona e attacca Mediaset, “Gli tappano la bocca per quello che potrebbe dire”
Marco Travaglio prende le parti di Fabrizio Corona contro il blocco imposto dal Tribunale di Milano sui contenuti riguardanti Alfonso Signorini e Mediaset, parlando apertamente di censura preventiva.
La presa di posizione di Marco Travaglio sul caso Corona
Emergono nuovi sviluppi nel caso che coinvolge Fabrizio Corona. A difenderlo pubblicamente interviene Marco Travaglio, direttore de Il Fatto Quotidiano, che contesta la decisione del Tribunale di Milano di vietare all’ex fotografo dei vip la pubblicazione di contenuti su Alfonso Signorini e sull’universo Mediaset.
Secondo Travaglio, a Corona si possono muovere molte critiche, ma non quella di aver sollevato temi scomodi. Il punto, per il direttore del Fatto, è che l’ex paparazzo starebbe «scoperchiando» pratiche e dinamiche del mondo televisivo legato al Grande Fratello, utilizzando però toni e metodi che non rientrano nel perimetro del giornalismo tradizionale.
«Sta scoperchiando certe simpatiche usanze»
Nel suo intervento, Marco Travaglio non risparmia ironia ma entra nel merito giuridico e politico della questione. «Fabrizio Corona non è un cronista, ma un ex galeotto, non usa le cautele del giornalismo, avrebbe bisogno di un consulente legale per non gettare il bambino con l’acqua sporca, ma col suo linguaggio da trivio sta scoperchiando certe simpatiche usanze del mondo Signorini-Mediaset», afferma.
Secondo Travaglio, la questione centrale non è lo stile di Corona, bensì la legittimità di impedirgli di parlare. «Ha diffamato o violato la privacy di qualcuno?», si chiede il direttore del Fatto. E risponde: «Allora lo si denunci per diffamazione e violazione della privacy e si attenda la sentenza».
Il paradosso, per Travaglio, è evidente: «È curioso che prima lo si punisse perché i suoi scoop li usava per non pubblicarli, ricattando la gente, e ora lo si punisca perché li pubblica, facendo infuriare gente che pagherebbe oro per non vederli pubblicati».
Il nodo della sentenza e l’accusa di censura
Il cuore della polemica riguarda il provvedimento del giudice civile di Milano, che ha ordinato a Fabrizio Corona di rimuovere i contenuti su Alfonso Signorini e di astenersi dal diffonderne di nuovi. «Ieri, un giudice civile di Milano gli ha praticamente tappato la bocca, ordinandogli di rimuovere tutti i contenuti su Signorini e vietandogli di diffonderne di nuovi. E non per qualche reato già commesso, ma per quelli che potrebbe commettere in futuro», sottolinea Travaglio.
Per il direttore del Fatto Quotidiano, dietro il provvedimento ci sarebbe una richiesta precisa: «Hanno chiesto che Corona non parli di loro. Una bella pretesa, che però si chiama censura preventiva».
E alla possibile obiezione sul fatto che Corona non sia un giornalista, Travaglio replica così: «Si dirà: ma Corona non è un giornalista. E di grazia, dove sta scritto che nel villaggio iperglobale dei social possano parlare di Mediaset e di Signorini soltanto i giornalisti?».
