Commissione Covid, rissa politica sui costi delle mascherine, M5S “Tutto chiarito”, FdI “Vedremo chi ha mentito”
Nuova audizione di Marcello Minenna in Commissione Covid sulle mascherine importate dalla Cina: emergono versioni contrapposte, con M5S che parla di smentite definitive e FdI che annuncia verifiche serrate.
Commissione Covid, nuova audizione di Marcello Minenna sulle mascherine dalla Cina
Proseguono i lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid-19.
Nei giorni scorsi, i commissari hanno ascoltato nuovamente Marcello Minenna, già direttore generale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli durante gli anni più critici della pandemia.
Dopo la prima deposizione, nella quale Minenna aveva ricostruito in modo dettagliato le azioni intraprese dall’ADM per consentire l’arrivo in Italia di mascherine, dispositivi di protezione individuale e beni essenziali, la Commissione è tornata a interrogarlo.
Questa seconda audizione, svoltasi giovedì 29 gennaio 2026, ha visto l’ex direttore rispondere, assistito dal proprio legale, a una nuova serie di quesiti formulati da maggioranza e opposizione.
Al centro del confronto, ancora una volta, le procedure di importazione e sdoganamento dei materiali provenienti in larga parte dalla Cina, nelle primissime fasi dell’emergenza sanitaria.
La seduta si è conclusa con l’aggiornamento dei lavori a fine febbraio, quando è previsto un terzo incontro per completare il ciclo di domande.
Mascherine e DPI, cosa ha detto Minenna davanti alla Commissione
Nel corso dell’audizione, Marcello Minenna ha ribadito quanto già illustrato nella precedente testimonianza, soffermandosi sulle misure straordinarie adottate per fronteggiare una situazione senza precedenti.
Nelle prime settimane della pandemia, l’approvvigionamento di mascherine chirurgiche e DPI rese necessario un massiccio ricorso alle importazioni dall’estero, in particolare dalla Cina.
Secondo Minenna, l’ADM adottò procedure doganali straordinarie per accelerare l’ingresso delle merci, senza però rinunciare ai controlli.
Lo snellimento delle operazioni di sdoganamento, ha ricordato, era stato raccomandato anche dall’Unione Europea come risposta all’emergenza sanitaria.
I controlli non sarebbero stati eliminati, ma anzi rafforzati attraverso verifiche documentali e controlli visivi “ictu oculi” sui carichi.
Un punto su cui i commissari hanno insistito riguarda eventuali sovrapprezzi, pressioni indebite o favoritismi nei confronti di alcuni importatori.
Temi che continuano ad alimentare il confronto politico e che saranno ulteriormente approfonditi nella prossima audizione.
Lo scontro politico tra M5S e Fratelli d’Italia
Al termine della seduta, le dichiarazioni dei gruppi parlamentari hanno confermato un clima di forte contrapposizione. Il deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci ha parlato di un punto fermo finalmente raggiunto:
“L’audizione di oggi di Marcello Minenna ha messo finalmente un punto fermo. Sono state smentite le speculazioni su presunti sovrapprezzi di alcune forniture di mascherine, sulla loro ipotetica pericolosità, su pressioni indebite della struttura commissariale, su immaginari abbassamenti dei controlli in fase di sdoganamento e su presunti accordi per favorire alcuni importatori a scapito di altri”.
A questa lettura ha replicato duramente la deputata di Fratelli d’Italia Alice Buonguerrieri, che ha accusato il M5S di trasformismo:
“Il Movimento 5 Stelle si conferma campione di trasformismo anche in Commissione Covid. Non perde occasione per insultare questo organo parlamentare, salvo poi rilanciare dichiarazioni di auditi – a dire il vero pochissimi – che seguono la loro narrativa sulla gestione pandemica. Capiremo quindi chi abbia riferito verità dei fatti e chi, magari per tutelare la sua posizione, ha mentito. Lo faremo con particolare attenzione alle audizioni a testimonianza”.
Il confronto resta dunque aperto.
Le prossime audizioni a testimonianza saranno decisive per chiarire responsabilità, scelte operative e versioni contrastanti emerse sulla gestione delle mascherine e dei DPI nei mesi più drammatici dell’emergenza Covid-19.
