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Torino a ferro e fuoco, Crosetto durissimo: “Non manifestanti ma guerriglieri, come le Brigate Rosse”

Dopo gli scontri di Torino con oltre cento feriti tra le forze dell’ordine, Mattarella esprime solidarietà agli agenti. Governo e maggioranza parlano di attacco allo Stato e chiedono tolleranza zero.

Mattarella e le istituzioni: Torino, solidarietà agli agenti aggrediti

La violenza esplosa a Torino durante il corteo legato ad Askatasuna ha provocato una reazione immediata ai massimi livelli istituzionali. Nella serata di ieri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha contattato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, chiedendogli di trasmettere la sua solidarietà all’agente aggredito e a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine rimasti feriti.

Sul piano parlamentare, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un esito “scontato” della manifestazione, sostenendo che fosse difficile credere alla presenza di partecipanti ignari della deriva violenta. “I violenti sono come i pesci che hanno bisogno dell’acqua e i partecipanti, volenti o non volenti, gliela forniscono”, ha affermato. Da Montecitorio è stato fatto sapere che anche il presidente della Camera Lorenzo Fontana si è attivato chiedendo al governo un’informativa urgente sui fatti.

Oltre cento feriti e arresti, il bilancio degli scontri

Il bilancio dei disordini è pesantissimo. Secondo i dati emersi, sono rimasti feriti 96 poliziotti, 7 militari della Guardia di Finanza e 5 carabinieri. Almeno due persone sono state arrestate, una delle quali residente nel capoluogo piemontese. Altre persone, tra cui alcune giovani donne, sono state denunciate a piede libero. In totale, i fermati condotti in questura per accertamenti sarebbero stati una decina.

La gravità dei numeri ha rafforzato la linea dura dell’esecutivo. Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini ha scritto sui social:
I gravissimi scontri di Torino impongono alcune scelte: nessuna tolleranza con i violenti, subito il nuovo pacchetto sicurezza che prevede più tutele alle Forze dell’Ordine, e soprattutto l’obbligo di una cauzione per chi scende in piazza. Manifestare è legittimo, sfasciare le città e picchiare poliziotti no!”.

Sulla stessa linea il sottosegretario alla Giustizia Andrea Ostellari, che ha definito quanto accaduto “un attacco diretto allo Stato e alla sicurezza dei cittadini”.

Crosetto parla di guerriglieri, FdI chiama in causa la magistratura

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha usato parole durissime riferendosi ai militanti vicini ad Askatasuna:
Non sono manifestanti, sono guerriglieri, bande armate che hanno come obiettivo colpire lo Stato e chi lo serve. Devono essere combattuti come le Brigate Rosse, non trattati come compagni che sbagliano”.

Secondo Crosetto, sostenere o giustificare questi gruppi è “inaccettabile” e richiama una stagione che la Repubblica Italiana ha già conosciuto. Il giudizio, ha aggiunto, dovrebbe vedere tutte le forze politiche unite, come negli anni del terrorismo.

Nel dibattito entra anche Fratelli d’Italia, che attraverso i capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan chiama in causa una parte della magistratura. “Rileviamo atteggiamenti ambigui tanto a sinistra quanto in una parte della magistratura”, affermano, criticando la presenza di Avs al corteo e alcune decisioni giudicate “tolleranti verso i criminali”.