Napoli, funerali di Ylenia Musella: bara bianca e fumogeni rosa, ma il nome del fratello sul manifesto crea sconcerto
A Napoli l’addio a Ylenia Musella con palloncini e fumogeni. Polemiche per il manifesto funebre che cita anche il fratello Giuseppe, reo confesso dell’omicidio.
Napoli, l’ultimo saluto a Ylenia Musella nel rione Luzzatti
Un’intera folla ha accompagnato l’ultimo viaggio di Ylenia Musella, 22 anni, durante i funerali celebrati nella chiesa della Sacra Famiglia, nel rione Luzzatti a Napoli. Un addio segnato da una partecipazione intensa e da manifestazioni di affetto che hanno trasformato il quartiere in un luogo di raccoglimento e dolore.
All’esterno della chiesa sono stati accesi fumogeni rosa e lanciati palloncini in cielo, mentre alcune persone hanno indossato magliette bianche con il volto sorridente della giovane. La bara bianca è stata accolta tra lacrime e applausi. Sulle maglie delle amiche comparivano frasi dedicate alla ragazza, tra cui: «Resterai per noi la stella più bella da guardare».
Le esequie si sono svolte nel quartiere d’origine della famiglia, anche se la tragedia si era consumata altrove. Ylenia era stata uccisa nel tardo pomeriggio del 4 febbraio nel Parco Conocal, a Ponticelli.
Il manifesto funebre e il nome del fratello reo confesso
A suscitare polemiche è stato il manifesto funebre diffuso per annunciare la cerimonia. Nel testo, tra i familiari che davano il “triste annuncio”, compariva anche il riferimento al fratello, Giuseppe Musella, oggi detenuto perché reo confesso dell’omicidio.
Il giovane, 28 anni, ha fornito diverse versioni sulla dinamica dei fatti. Il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto necessario attendere gli esiti degli accertamenti tecnici per chiarire con precisione quanto accaduto.
Nel frattempo, la giudice Maria Rosaria Aufieri ha convalidato il fermo disponendo la custodia cautelare in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Nel provvedimento è stato evidenziato anche il clima di scarsa collaborazione registrato nell’area del Parco Conocal durante le indagini.
Le parole della Chiesa e i primi risultati dell’autopsia
Durante l’omelia, padre Federico Saporito ha espresso il peso di una tragedia che ha colpito una giovane vita: «Vorrei che non si dovesse più celebrare l’ennesimo funerale di un giovane morto tragicamente». Poi, rivolgendosi alla ragazza, ha aggiunto: «Ylenia, il tuo nome ci pesa sulle labbra perché fa male dirlo».
Un messaggio di conforto è arrivato anche dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia: «Vi prego, non fatevi rubare il cuore dalla rabbia, non lasciate che il dolore diventi odio, non credete alla bugia che essere forti significhi non sentire nulla».
Intanto emergono i primi elementi dell’autopsia. Secondo quanto accertato finora, la morte sarebbe stata provocata da una lesione all’aorta di circa un millimetro. La difesa dell’indagato, rappresentata dagli avvocati Andrea Fabbozzo e Leopoldo Perone, sostiene che il colpo sarebbe stato causato dal lancio di un coltello.