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Bufera in Svizzera, 41 morti e accuse pesanti, Cerno “Troppi errori, va indagata la procuratrice”

A Crans-Montana cresce la rabbia delle famiglie. Tommaso Cerno attacca la procura: “Complicità di sistema”. Sotto pressione l’indagine sulla tragedia con 41 morti.

Crans-Montana, polemiche sull’indagine della procura

Il caso della tragedia di Crans-Montana, che ha causato 41 vittime e oltre 150 feriti, continua a suscitare polemiche e interrogativi sulla gestione delle indagini. Al centro del dibattito c’è l’operato della procura del Canton Vallese, guidata da Beatrice Pilloud, accusata da più parti di non aver affrontato fin dall’inizio la vicenda con strumenti adeguati alla gravità dei fatti.

Secondo diverse ricostruzioni, un evento di queste dimensioni avrebbe richiesto un’impostazione investigativa assimilabile a quella di una strage. L’inchiesta, invece, prosegue con l’ipotesi di omicidio colposo. Nel frattempo, i due principali indagati, Jessica Moretti e Jacques Moretti, risultano in libertà su cauzione, circostanza che ha alimentato il malcontento e la protesta dei familiari delle vittime.

Il clima di tensione cresce con il passare delle settimane, mentre aumenta la richiesta di chiarezza e di un’accelerazione nelle responsabilità.

Tommaso Cerno: “Segnali di un sistema che non funziona”

Ad intervenire con parole molto dure è stato il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, che ha più volte espresso dubbi sull’impostazione dell’inchiesta. “Il giornalismo mostra che può contribuire all’obbligo di verità: io ho già preso più di una querela dagli svizzeri in varie forme, perché dal secondo giorno ho detto, da giornalista, di avere l’impressione di una grande faida a Crans-Montana”.

Il direttore ha poi richiamato uno degli episodi che, a suo giudizio, evidenzierebbe criticità nella gestione della vicenda: la prima conferenza stampa congiunta tra il sindaco e il procuratore. “Il sindaco e il procuratore hanno fatto una conferenza stampa insieme”, ha spiegato, aggiungendo che, di fronte a una tragedia di tale portata, “il procuratore, se fosse lì a nome degli svizzeri di quel Cantone e delle loro leggi per fare giustizia, avrebbe fatto tutto tranne che una conferenza stampa con il primo che poteva essere indagato”.

Richiesta di verifiche sull’operato della procura

Nel suo intervento, Tommaso Cerno ha espresso una valutazione estremamente critica sul contesto investigativo: “Quindi ho visto una complicità di un intero sistema e quindi non solo va tolta l’inchiesta: non le va tolta solo l’inchiesta, va fatta un’inchiesta sulla procuratrice”.

Il direttore ha aggiunto: “Se tu sei lì e sai cosa succede e indaghi contro le vittime invece che a favore stai facendo favoreggiamento del reato, non chiarezza sul reato”.

Le dichiarazioni si inseriscono in un quadro già caratterizzato da forte pressione mediatica e da crescenti richieste di trasparenza da parte delle famiglie. Nel Canton Vallese, l’attenzione resta concentrata sull’evoluzione dell’indagine e sulle eventuali decisioni delle autorità competenti riguardo alla gestione del procedimento.