Bambino ricoverato al Monaldi, disponibile un cuore, genitori chiamati d’urgenza nella notte
Il caso del bambino ricoverato al Monaldi di Napoli entra in una fase decisiva: disponibile un cuore parzialmente compatibile, famiglia convocata d’urgenza in ospedale.
Da un’emergenza improvvisa a una nuova speranza. Il caso del piccolo ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli, già al centro dell’attenzione nazionale dopo il primo trapianto fallito, vive ore decisive: nella serata del 17 febbraio i genitori sono stati chiamati d’urgenza perché potrebbe esserci un nuovo cuore disponibile.
Il caso Monaldi: nuova possibilità di trapianto per il bambino di Napoli
La convocazione è arrivata improvvisamente dal reparto di Cardiochirurgia Pediatrica. I medici hanno comunicato alla famiglia la disponibilità di un organo parzialmente compatibile, condizione che potrebbe rendere possibile un secondo intervento.
Il bambino, due anni e quattro mesi, si trova attualmente al quarto posto nella lista trapianti. Da quasi due mesi sopravvive grazie all’Ecmo, il sistema di circolazione extracorporea che mantiene in funzione cuore e polmoni quando l’organismo non è più in grado di farlo autonomamente.
Il lungo utilizzo del dispositivo, necessario per tenerlo in vita, ha però provocato gravi conseguenze ad altri organi. Per questo motivo la valutazione dei medici è particolarmente complessa. Nelle prossime ore è previsto un maxi-consulto tra i principali specialisti italiani di cardiochirurgia pediatrica per stabilire se procedere con il nuovo trapianto.
L’inchiesta sul primo intervento e le verifiche sul cuore danneggiato
Parallelamente alla corsa contro il tempo sul piano clinico, prosegue l’indagine della Procura di Napoli sul primo trapianto effettuato a dicembre. L’organo impiantato allora non aveva funzionato correttamente e, secondo gli accertamenti, sarebbe stato danneggiato durante il trasporto da Bolzano.
Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori c’è l’utilizzo di ghiaccio secco invece di quello tradizionale e l’impiego di un contenitore di vecchia concezione, privo di sistemi per il controllo della temperatura. La scelta sarebbe stata legata alla mancanza di formazione del personale sull’uso delle apparecchiature più moderne, già disponibili nella struttura.
L’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, ha chiesto ai Carabinieri del Nas che, nel caso di un nuovo intervento, il cuore attualmente impiantato venga sequestrato una volta espiantato, per consentire ulteriori accertamenti nell’ambito dell’inchiesta.
La forza del piccolo e l’attenzione nazionale sul caso
La vicenda è seguita con grande attenzione anche a livello istituzionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è in contatto con la madre del bambino e riceve aggiornamenti costanti sull’evoluzione della situazione.
La madre, Patrizia Mercolino, ha raccontato la determinazione del figlio e la speranza che accompagna queste ore: “È il mio piccolo guerriero – ha detto – è un bambino molto socievole con tanta voglia di vivere: lo era anche prima dell’intervento, ma ora lo è ancora di più. Sta continuando a lottare e spero sempre si trovi una soluzione per salvarlo”.
La donna ha aggiunto: “Sogno di vederlo presto abbracciarmi e darmi qualche bacio: mi manca molto la sua voce, ma quando gli tengo la mano lui sente che io sono lì”.
Mentre i medici valutano la compatibilità dell’organo e le condizioni generali del piccolo, la famiglia resta in attesa di una decisione che potrebbe cambiare il decorso della vicenda.
