Venezia, muore l’inquilina e gli abusivi entrano in casa prima che i familiari riescano a prendere gli effetti personali
A Spinea, al Villaggio dei Fiori, abusivi entrano nell’alloggio di una donna appena morta. Insula denuncia: “È un racket organizzato”. Cresce la tensione nel quartiere.
Sono entrati prima ancora che i familiari potessero recuperare gli oggetti personali della defunta, trasformando un lutto in un nuovo caso che ha scosso il Villaggio dei Fiori di Spinea, in provincia di Venezia. L’episodio ha riacceso l’allarme sulle occupazioni abusive nel complesso residenziale, dove da tempo residenti e amministratori denunciano una situazione fuori controllo e la presenza di un sistema organizzato.
Occupazioni abusive a Spinea: l’allarme sul Villaggio dei Fiori
L’ultimo caso riguarda un appartamento che risultava ancora formalmente assegnato a una donna recentemente scomparsa. All’interno erano presenti effetti personali e beni che i familiari avrebbero dovuto ritirare nei giorni successivi. Nonostante ciò, l’alloggio è stato occupato nel fine settimana da due persone entrate senza difficoltà nello stabile.
Secondo quanto riferito dai residenti, i nuovi occupanti sarebbero stati accompagnati e introdotti da altri abusivi già presenti nel complesso, accedendo tranquillamente dal portone principale. Una dinamica che rafforzerebbe l’ipotesi di una rete strutturata capace di individuare rapidamente gli appartamenti potenzialmente disponibili.
A denunciare la gravità della situazione è Insula, la società che per conto del Comune di Venezia gestisce la manutenzione degli immobili. Il caso, spiegano i tecnici, dimostrerebbe come non ci sia nemmeno il tempo materiale per mettere in sicurezza gli alloggi tra la cessazione dell’assegnazione e le operazioni amministrative necessarie.
La denuncia di Insula: “Siamo di fronte a un’organizzazione”
Il responsabile Raschillà non ha usato mezzi termini nel descrivere quanto sta accadendo: «È un racket, e non c’è nemmeno il tempo di chiudere le case». Secondo la società, le occupazioni non sarebbero episodi isolati, ma parte di un meccanismo coordinato che agisce con rapidità, sfruttando ogni momento di vulnerabilità degli immobili.
L’episodio dell’appartamento ancora pieno di oggetti personali ha suscitato particolare indignazione tra i residenti, che parlano di una situazione ormai insostenibile. Il timore è che il passaparola tra occupanti consenta di monitorare costantemente il movimento degli alloggi, intervenendo immediatamente quando si libera uno spazio o quando l’inquilino viene a mancare.
La vicenda ha anche messo in evidenza le difficoltà operative degli enti gestori, spesso costretti a intervenire in tempi strettissimi per evitare nuove intrusioni, in un contesto dove le procedure amministrative e legali richiedono passaggi formali e tempistiche non immediate.
Tensione nel quartiere e possibili interventi
Nel quartiere cresce la preoccupazione per la sicurezza e per il clima di tensione che le occupazioni abusive stanno alimentando. I residenti chiedono controlli più frequenti e interventi rapidi per impedire nuove intrusioni e ripristinare condizioni di legalità negli spazi comuni.
Il caso dell’appartamento occupato subito dopo il decesso dell’inquilina ha attirato l’attenzione anche delle istituzioni locali, chiamate a valutare misure più efficaci per la tutela del patrimonio pubblico e per la prevenzione delle occupazioni.
Al momento, la società di gestione e il Comune di Venezia stanno monitorando la situazione e verificando le procedure da attivare per il recupero dell’alloggio e per la messa in sicurezza degli altri appartamenti del complesso.
