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Sanremo 2026, la Pratesi gela Conti: “A casa mia siamo tutti di sinistra”

Al Festival di Sanremo, la frase di Gianna Pratesi riaccende lo scontro politico: dichiarazione forte sul palco mentre la kermesse è già travolta dalle polemiche.

Sul palco dell’Ariston, davanti a milioni di telespettatori, una frase netta e senza esitazioni ha improvvisamente trasformato un momento celebrativo in un nuovo caso politico.

Sanremo e Gianna Pratesi: la dichiarazione che accende la polemica

Durante la prima serata del Festival di Sanremo 2026, Carlo Conti ha accolto Gianna Pratesi, ultracentenaria e tra le prime donne italiane ad aver votato al referendum del 2 giugno 1946. L’ospitata era stata pensata per celebrare gli 80 anni della Repubblica, ma le parole della donna hanno assunto un peso ben diverso nel clima già teso della manifestazione.

Il conduttore ha chiesto alla sua ospite quale fosse stata la scelta della sua famiglia nel referendum tra Monarchia e Repubblica. La risposta è arrivata diretta e senza filtri:
“In casa mia eravamo tutti di sinistra, non fascisti”.

Conti ha poi insistito: “Chi ha votato, se si può dire?”.
La Pratesi ha replicato con decisione: “Repubblica, tutti in famiglia, finalmente”.

L’intervento, pensato come un momento storico e simbolico, è diventato subito uno dei passaggi più commentati della serata, alimentando il dibattito sul ruolo della politica all’interno della manifestazione musicale.

Il contesto politico che pesa sul Festival di Sanremo

L’edizione 2026 del Festival non era partita in un clima neutro. Già nelle settimane precedenti, la rassegna era stata al centro di discussioni e critiche legate alle scelte artistiche e agli ospiti.

Il caso più discusso è stato quello del comico Andrea Pucci, inizialmente previsto come co-conduttore. La sua presenza, associata a posizioni politiche considerate vicine al centrodestra, aveva provocato reazioni sui social e prese di posizione anche da parte di esponenti politici.

Travolto dalle polemiche e da minacce ricevute anche dalla sua famiglia, Pucci ha deciso di ritirarsi dal progetto prima dell’inizio del Festival. La vicenda ha contribuito a creare un clima di forte tensione attorno alla manifestazione.

Le reazioni e le conseguenze del caso Sanremo

Dopo il ritiro del comico, Carlo Conti era intervenuto pubblicamente per chiarire la propria posizione: “Ho carta bianca, nessuna interferenza da parte del governo”. Il conduttore aveva sottolineato di aver agito in totale autonomia nelle scelte artistiche.

Sulla vicenda era intervenuto anche il presidente del Senato Ignazio La Russa, che aveva espresso sostegno a Pucci, proponendo la possibilità di una sua partecipazione a sorpresa.

In questo scenario già segnato da contrapposizioni e tensioni, le parole di Gianna Pratesi hanno riacceso il confronto sul rapporto tra spettacolo, memoria storica e attualità politica, confermando come il Festival di Sanremo resti uno dei palcoscenici più sensibili del dibattito pubblico nazionale.