Boldrini accusa Israele e Usa: “Attacco deliberato”, bufera politica
Laura Boldrini condanna l’azione militare contro Teheran e chiede parole più dure da Ue e Italia. Scontro acceso sulla posizione del governo.
Le parole di Laura Boldrini sulla crisi Iran-Israele
Nel pieno dell’escalation tra Iran e asse Usa-Israele, la deputata del Pd Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, interviene con una presa di posizione netta.
“Nel mezzo delle trattative tra Usa e Iran, Israele questa notte ha nuovamente attaccato Teheran dando la possibilità a Trump di unirsi all’azione e colpire militarmente dove avrebbe dovuto prevalere il dialogo, come avvenne nel 2015 quando i negoziati andarono a buon fine”, afferma.
Secondo Boldrini, “è inevitabile che l’Iran risponda, essendo stato colpito per primo. Lo sta facendo lanciando missili sui paesi del Golfo alleati di Trump. Il rischio di una reazione a catena che generi un’escalation aprendo a un conflitto in tutta la regione è elevatissimo”.
La deputata sottolinea inoltre: “E che sia chiaro: tutto questo non ha niente a che vedere con la battaglia per la libertà e la democrazia del popolo iraniano. Ha a che vedere, invece, con gli interessi di Israele e degli Usa nell’area”.
L’affondo contro il governo italiano
Nel mirino anche la posizione dell’esecutivo.
“L’Ue e l’Italia usino parole ferme di condanna verso tutto questo, non solo la ‘speranza che si concluda presto’ come ha fatto il ministro Tajani dimostrando tutta la sua inadeguatezza”, dichiara.
Per Boldrini, “non è accettabile, per quanto odioso sia il regime degli ayatollah, permettere a un paese di attaccarne deliberatamente un altro provocando l’ennesima guerra”.
Una posizione che ha immediatamente acceso il dibattito politico interno, con critiche da parte della maggioranza e difese nell’area dell’opposizione.
Il nodo politico
Le parole della deputata dem si inseriscono in un quadro internazionale estremamente delicato, in cui la tensione tra Teheran e l’asse Washington-Tel Aviv rischia di allargarsi.
Il confronto politico italiano resta acceso, tra chi chiede una linea più dura di condanna verso l’azione militare e chi invece difende l’impostazione prudente del governo.
La crisi in Medio Oriente continua a evolversi, mentre sul piano interno le dichiarazioni alimentano uno scontro che intreccia politica estera e dinamiche parlamentari.