Il marito muore per infarto, lei vive e dorme accanto al cadavere per tre settimane
In Oxfordshire una donna di 61 anni ha nascosto la morte del marito 71enne, vivendo per settimane accanto al corpo in decomposizione. Condannata a 14 mesi.
La scoperta dopo settimane di silenzi e bugie
Una vicenda che ha sconvolto l’Inghilterra arriva dall’Oxfordshire, dove una donna di 61 anni, Sally Smithson, ha continuato a vivere nella propria abitazione per settimane dopo la morte del marito, senza avvisare nessuno.
L’uomo, John Blackwell, 71 anni, sarebbe morto intorno al 1° ottobre dello scorso anno per cause naturali, probabilmente a seguito di un attacco cardiaco mentre si trovava nella camera da letto.
Secondo quanto emerso nel processo, la donna avrebbe impedito a chiunque di entrare in casa, rimandando appuntamenti già fissati e respingendo parenti, conoscenti e persino la donna delle pulizie.
A chi chiedeva notizie del marito, la 61enne avrebbe risposto che l’uomo era uscito o che si stava riprendendo da un’operazione in ospedale.
Il corpo in decomposizione e la TV accesa
L’allarme è scattato dopo diverse segnalazioni legate alla prolungata assenza del 71enne. È stata la donna delle pulizie, insospettita dai continui rifiuti, a contattare la polizia.
Gli agenti hanno fatto irruzione nell’abitazione il 21 ottobre, trovando il corpo dell’uomo in avanzato stato di decomposizione.
Secondo quanto riferito dagli inquirenti durante il procedimento giudiziario, “la TV era accesa e il letto sfatto. L’imputato dormiva nel letto e deve aver dormito accanto al cadavere per circa tre settimane”.
Le perizie medico-legali hanno confermato l’assenza di segni di violenza sul corpo. La morte è stata attribuita a cause naturali.
Messaggi inviati dal telefono del marito
Dopo il decesso, dal telefono del 71enne sarebbero stati inviati anche messaggi di testo, probabilmente nel tentativo di far credere che fosse ancora in vita.
Questo comportamento ha aggravato la posizione della donna in tribunale.
La 61enne è stata infine condannata a 14 mesi di carcere per aver impedito la sepoltura legale della salma e per aver ostacolato la scoperta del decesso.
La vicenda ha sollevato interrogativi sullo stato psicologico della donna nei giorni successivi alla morte del marito, ma in aula è stato accertato che l’uomo era deceduto per cause naturali e che non vi erano elementi di responsabilità diretta nella sua morte.