Tommaso Cerno attacca l’Europa: “Non esiste, ogni Paese pensa solo ai propri interessi”
Tommaso Cerno critica duramente l’Unione europea dopo le tensioni internazionali: secondo il giornalista l’Europa sarebbe divisa e incapace di reagire alle crisi globali.
Il dibattito sulla politica internazionale e sul ruolo dell’Europa torna al centro dello scontro politico e mediatico. A intervenire con parole molto dure è Tommaso Cerno, che in un editoriale ha criticato apertamente l’Unione europea e il suo funzionamento di fronte alle crisi globali.
Secondo il giornalista, gli ultimi sviluppi geopolitici avrebbero mostrato con chiarezza le debolezze del sistema europeo.
Cerno: “L’Europa non esiste davvero”
Nel suo intervento Tommaso Cerno sostiene che l’Europa si sarebbe rivelata incapace di agire come un vero soggetto politico unitario.
“Macché volenterosi, l’Europa non esiste”.
Cerno sostiene che le recenti tensioni internazionali avrebbero messo in luce un vuoto politico già percepito negli anni precedenti.
“È servita la minaccia globale dopo la caduta, che io festeggio, del capo del terrorismo islamista mondiale, l’ayatollah Khamenei, per renderci conto plasticamente di quel vuoto che negli ultimi anni avevamo intravisto solo nei meandri di regolamenti e leggi inutili, proclami idealisti sul futuro verde e tanta burocrazia”.
Secondo il giornalista, dietro l’apparente unità europea si nasconderebbero interessi nazionali profondamente diversi tra loro.
“Ogni Paese di questo continente ha i suoi interessi diversi”.
“Ogni guerra fuori dall’Europa diventa uno scontro interno”
Nel ragionamento di Tommaso Cerno, le crisi internazionali finirebbero per alimentare divisioni politiche interne all’Unione europea.
“Non esiste nessuna difesa della democrazia dalle minacce esterne, come è stato per decenni con qualsiasi governo o partito”.
Cerno sostiene che l’Europa reagirebbe alle tensioni internazionali più con scontri politici interni che con una strategia comune.
“Ogni volta che fuori dai nostri confini si apre un conflitto, sia esso materiale o culturale, in questa Unione fatta di scartoffie e bugie prevale l’appartenenza a una coalizione politica”.
Il risultato, secondo il giornalista, sarebbe una paralisi politica che impedisce all’Europa di agire come un blocco compatto.
“Per ogni guerra che c’è là fuori, noi ne facciamo due al nostro interno”.
Il caso del referendum sulla giustizia e lo scontro politico
Nel suo intervento Tommaso Cerno allarga poi il discorso alla politica italiana, citando il referendum sulla giustizia come esempio di polarizzazione.
“Perfino il referendum sulla giustizia, che riguarda il rapporto fra gli italiani e i giudici, è diventato una questione politica”.
Secondo Cerno, il confronto sul referendum si sarebbe trasformato in uno scontro tra schieramenti più che in un dibattito tecnico sul sistema giudiziario.
“Non riguarda più i tribunali, riguarda Palazzo Chigi”.
Il giornalista sostiene che il dibattito pubblico sarebbe dominato dalla competizione politica e dalla lotta per la leadership.
“Chiunque si schieri davvero, chiunque passi del tempo a spiegarci cosa è giusto e cos’è sbagliato, ha come unico obiettivo provare a cambiare o mantenere una leadership”.
Nel finale dell’intervento Tommaso Cerno ricorda anche alcune scelte militari del passato compiute dai governi italiani.
“Soprattutto in un Paese dove la sinistra al governo ha autorizzato bombardamenti e lasciato passare sopra le nostre teste, jet e bombe”.
E conclude: “Per quanto mi riguarda in maniera legittima e giusta. E non cambio idea perché adesso al governo c’è qualcun altro”.