Green Pass falsi, Pippo Franco rinviato a giudizio insieme ai familiari
Pippo Franco rinviato a giudizio per falso Green Pass: accuse su certificati vaccinali falsi, coinvolti familiari e un medico di base a Roma
Una vicenda che riporta alla pandemia e accende nuove polemiche giudiziarie coinvolge uno dei volti più noti della televisione italiana.
Pippo Franco processo Green Pass: accuse e indagine a Roma
Il comico Pippo Franco è stato rinviato a giudizio dalla Procura di Roma con l’accusa di falso in atto pubblico per aver utilizzato certificazioni non veritiere relative alla vaccinazione anti Covid-19.
Insieme a lui sono finite sotto processo altre quindici persone, tra cui anche alcuni familiari, tra cui la moglie Maria Piera Bassino e il figlio Gabriele.
Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero prodotto o utilizzato documenti falsi che attestavano l’avvenuta vaccinazione, requisito indispensabile nell’estate del 2021 per ottenere il Green Pass e accedere a ristoranti, bar e luoghi pubblici.
Il procedimento nasce da un’indagine che ha ricostruito un sistema di certificazioni irregolari legate al periodo più delicato della gestione sanitaria.
Il caso ha attirato attenzione anche per il profilo pubblico dell’attore, volto storico della televisione italiana, noto per programmi di successo come “La sai l’ultima?”.
Certificati falsi e ruolo del medico di base
Al centro dell’inchiesta figura il medico di base Natale Cirino Aveni, anch’egli imputato, che secondo gli inquirenti avrebbe predisposto certificazioni false di vaccinazione anti Covid per diversi pazienti.
I documenti sarebbero stati successivamente inseriti nel sistema informatico della Regione Lazio, consentendo così il rilascio dei Green Pass.
Gli investigatori ipotizzano che numerosi soggetti si sarebbero rivolti al medico per evitare la vaccinazione senza rinunciare alle attività consentite solo ai possessori del certificato.
Un meccanismo che avrebbe aggirato le misure di controllo introdotte per contenere la diffusione del virus.
L’indagine è stata avviata dai carabinieri del NAS, che avrebbero rilevato anomalie tra il numero di dosi dichiarate e quelle effettivamente disponibili nello studio medico.
Difesa, intercettazioni e altri filoni d’indagine
La difesa di Pippo Franco, rappresentata dagli avvocati Paolo Gallinelli e Benedetto Stranieri, respinge le accuse e contesta la solidità degli elementi raccolti.
Secondo quanto dichiarato dal legale, “la responsabilità degli imputati viene dedotta da alcune conversazioni telefoniche tutt’altro che univoche”.
Sempre la difesa sottolinea che tra gli elementi considerati dagli inquirenti vi sarebbe anche una battuta pronunciata dal comico in televisione: “Preferisco non rispondere, vi basti sapere che ho il green pass”.
Parallelamente, il medico Aveni risulta coinvolto anche in un altro filone investigativo relativo al rilascio di certificazioni non veritiere per consentire l’accesso alla Ztl di Roma.
Il procedimento giudiziario ora dovrà chiarire le responsabilità dei singoli imputati e verificare la fondatezza delle accuse emerse durante le indagini.
