Travaglio attacca la sinistra del Sì: “È la casta che vuole demolire la Costituzione”
Marco Travaglio contro chi a sinistra vota Sì al referendum giustizia: “Non è popolo contro destra, ma casta contro Carta”.
Marco Travaglio contro la sinistra del Sì: “Casta contro Carta”
A pochi giorni dal referendum sulla giustizia, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio interviene con toni durissimi contro chi, pur provenendo dal centrosinistra, sostiene il Sì.
Nel suo editoriale, sintetizza la propria posizione con un titolo netto: “Casta contro Carta”.
“Ci sono un sacco di politici, professori, (de)pensatori, (im)prenditori e ma(g)nager del centrosinistra che votano Sì”.
Un passaggio che introduce una critica diretta non solo politica, ma anche personale nei confronti di esponenti e sostenitori della riforma.
Secondo Marco Travaglio, non si tratta di una sorpresa, ma della prosecuzione di una linea consolidata.
“Oh bella, sai che stupore: sono 35 anni, da quando fu beccata a rubare da Mani Pulite, che l’intera Casta padronale sogna di demolire la Carta”.
“Non è destra contro sinistra”: lo scontro tra popolo e casta
Nel suo intervento, Marco Travaglio rifiuta la tradizionale lettura politica dello scontro referendario.
“Anche questo voto, come tutti da vent’anni, non è fra destra e sinistra, ma fra Popolo e Casta”.
Una posizione che punta a ridefinire il significato del referendum, trasformandolo in uno scontro tra due visioni opposte del sistema istituzionale.
Il direttore del Fatto Quotidiano insiste nel collegare il sostegno al Sì a interessi consolidati e strutture di potere.
Secondo la sua ricostruzione, l’obiettivo della riforma sarebbe quello di modificare gli equilibri tra giustizia e politica.
L’attacco all’articolo 111 e alla riforma del processo
La critica di Marco Travaglio si estende anche al quadro normativo, con un attacco diretto all’articolo 111 della Costituzione e al principio del “giusto processo”.
“La boiata del nuovo articolo 111 della Costituzione (il famoso giusto processo) nacque nel 1998-1999”.
Il giornalista collega quella riforma a scelte politiche del passato, criticando il percorso che ha portato all’attuale sistema.
Nel mirino finisce anche il lavoro dell’ex ministro Giuliano Vassalli, associato alla trasformazione del processo penale in senso accusatorio.
“Il Codice di Giuliano Vassalli, pessimo ministro della Giustizia per conto di Craxi”.
Infine, Travaglio torna ad attaccare la sinistra favorevole alla riforma con parole particolarmente dure.
“La solita compagnia di giro di intellettuali di corte, avvocati di partito e di clientela”.
Un intervento che si inserisce in un clima politico già molto acceso, a pochi giorni dalla consultazione referendaria.