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Sondaggi 2026: cresce Conte, Meloni cala, Forza Italia sorprende ma l’ago della bilancia è Vannacci

Nando Pagnoncelli analizza il post referendum: cala Giorgia Meloni, cresce Giuseppe Conte e Forza Italia sorprende. Italiani chiedono stabilità e niente eccessi.

Sondaggio Pagnoncelli dopo referendum e richieste degli italiani

Dopo il referendum del 22 e 23 marzo, il quadro politico italiano mostra segnali contrastanti. A fotografare la situazione è il sondaggista Nando Pagnoncelli, che evidenzia come l’elettorato chieda soprattutto stabilità e moderazione nei toni.

“Chiedono di evitare eccessi, di mantenere la stabilità”, ha scritto Nando Pagnoncelli, indicando una chiara richiesta rivolta alla classe politica in una fase delicata.

Dalla prima rilevazione successiva al voto emergono però anche alcune dinamiche inattese. In particolare, si registrano movimenti significativi sia nel centrodestra che nel centrosinistra, con effetti che potrebbero incidere sugli equilibri futuri.

Centrodestra e centrosinistra: i numeri partito per partito

Nel centrodestra si osserva un lieve calo per Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia, che passano dal 28% al 26,7%. Un dato che, pur segnando una flessione, non altera in modo sostanziale la posizione del partito.

A sorprendere è invece la crescita di Forza Italia, che sale al 9,5% rispetto all’8,4% del mese precedente, nonostante la riforma della giustizia bocciata fosse un suo punto centrale. La Lega resta stabile al 6,3%, mentre Noi Moderati si conferma all’1%.

Sul fronte opposto, il centrosinistra registra un rafforzamento complessivo. Il Partito Democratico guidato da Elly Schlein cresce fino al 22%, con un incremento di 1,3 punti. Anche il Movimento Cinque Stelle di Giuseppe Conte sale, raggiungendo il 14,2%.

In controtendenza, Alleanza Verdi e Sinistra perde terreno, scendendo al 6,1%. Nell’area centrista, Azione si attesta al 3%, Italia Viva al 2,3% e Più Europa all’1,5%, senza variazioni rilevanti.

Scenari futuri e ruolo decisivo di Roberto Vannacci

Lo scenario cambia sensibilmente quando i dati vengono proiettati su una possibile futura elezione. Secondo Nando Pagnoncelli, il fattore determinante potrebbe essere la collocazione politica di Roberto Vannacci e del suo movimento.

Se il partito del generale dovesse allearsi con il centrodestra, la coalizione raggiungerebbe il premio di maggioranza, ottenendo 229 seggi alla Camera contro i 157 del centrosinistra.

In caso contrario, con una corsa autonoma e il superamento della soglia del 3%, il quadro si ribalterebbe: il centrosinistra arriverebbe a 227 seggi, lasciando il centrodestra a 149.

Un elemento che evidenzia quanto il sistema politico resti fluido e fortemente condizionato da equilibri ancora in evoluzione, con scelte strategiche che potrebbero determinare l’esito delle prossime elezioni.