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Centrodestra dopo il referendum: Salvini e Tajani blindano il governo, ipotesi Zaia ministro

Dopo il referendum, Salvini e Tajani escludono elezioni anticipate. Vertice Lega con Luca Zaia, sul tavolo possibile ingresso al governo dell’ex governatore Veneto.

Centrodestra dopo referendum e strategia Salvini Tajani

A una settimana dalla sconfitta referendaria sulla giustizia, il centrodestra prova a riorganizzarsi e rilanciare l’azione di governo. Le dimissioni di Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi, Daniela Santanché e Maurizio Gasparri hanno segnato un passaggio delicato, imponendo una riflessione interna agli alleati.

A guidare la fase di ripartenza è in particolare la Lega di Matteo Salvini, che ha convocato un vertice nella sede di via Bellerio a Milano. All’incontro partecipano dirigenti, capigruppo e vicesegretari, ma anche l’ex governatore del Veneto Luca Zaia, presenza che alimenta le ipotesi su un suo possibile ritorno in primo piano.

Secondo quanto emerge da fonti interne, il confronto servirà a definire una strategia politica capace di consolidare la maggioranza e affrontare le criticità emerse dopo il voto.

Ipotesi Zaia ministro e scenari nel governo

Tra i temi più rilevanti al centro della riunione c’è il possibile futuro politico di Luca Zaia. L’ex presidente della Regione Veneto viene indicato come una figura spendibile a livello nazionale, con l’ipotesi di un suo ingresso nell’esecutivo.

In particolare, si valuta un possibile approdo al ministero delle Imprese, soluzione che potrebbe rafforzare il peso della Lega all’interno del governo e rilanciare una figura considerata di grande esperienza amministrativa.

La questione resta comunque aperta e richiede valutazioni politiche complesse, che tengano conto degli equilibri interni alla coalizione e delle esigenze complessive dell’esecutivo.

Nessuna crisi, Salvini e Tajani chiudono alle urne

Sul fronte politico generale, i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani escludono con decisione l’ipotesi di elezioni anticipate, ribadendo la volontà di proseguire fino alla fine della legislatura.

«Il governo tira dritto e arriva a fine legislatura senza nessun dubbio e senza nessun tentennamento», ha dichiarato Matteo Salvini, sottolineando la compattezza della maggioranza.

Sulla stessa linea Antonio Tajani, che ha invitato a concentrarsi sulle priorità economiche: «Nessuno pensa a elezioni anticipate». E ancora: «Quando c’è un risultato negativo ci sono dei contraccolpi, ma adesso dobbiamo lavorare sulle questioni soprattutto economiche, come far crescere l’economia, impedire che la crisi energetica possa interferire con le imprese, ridurre la pressione fiscale e continuare a aumentare il Pil ed evitare contraccolpi».

Intanto, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni mantiene il silenzio pubblico, osservando l’evoluzione della situazione e valutando i prossimi passaggi strategici per la tenuta del governo.