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Scontro in aula su Covid, FdI accusa Conte e lui reagisce: “Ci vediamo in tribunale”

Giuseppe Conte attaccato da Fratelli d’Italia sulla gestione Covid e mascherine, tensione alta alla Camera con accuse pesanti e minacce di azioni legali

Scontro su Giuseppe Conte e Covid alla Camera

Nel pomeriggio di martedì si è acceso un duro confronto nell’aula di Montecitorio tra esponenti di Fratelli d’Italia e l’ex premier Giuseppe Conte, oggi leader del Movimento 5 Stelle, sul tema della gestione della pandemia e delle forniture di mascherine.

A innescare la polemica è stata la deputata di FdI Alice Buonguerrieri, che ha chiesto un’informativa urgente al governo e al ministro della Salute per chiarire nuovi elementi emersi nell’ambito della commissione Covid.

Nel suo intervento, Buonguerrieri ha fatto riferimento a testimonianze raccolte sotto giuramento, sostenendo: “un’informativa urgente al governo e al ministro Schillaci per la disamina di tutti i documenti esistenti e relativi a fatti gravi che continuano a emergere sulla vicenda delle mascherine e sull’ipotesi delle tangenti richieste dai colleghi dell’allora premier Conte. Più imprenditori sotto giuramento hanno riferito in commissione Covid dell’esistenza di quello che appare come un vero e proprio sistema”.

La deputata ha poi citato il nome dell’avvocato Luca Di Donna, indicato come figura coinvolta secondo alcune denunce, parlando di richieste di percentuali elevate su operazioni legate alla pubblica amministrazione.

Le accuse di FdI e la protesta con le mascherine

Nel corso dell’intervento, la parlamentare di Fratelli d’Italia ha rivolto accuse dirette all’ex presidente del Consiglio, definendolo “un mentitore seriale inaffidabile e inattendibile tra le tante domande. Se Conte ha mentito su questo su che cos’altro dobbiamo attenderci possa aver mentito ancora? Di cosa ha paura? Perché lo fa? Non ci fermeremo, andremo in fondo, gli italiani meritano verità”.

Al termine dell’intervento, i deputati del partito di Giorgia Meloni hanno inscenato una protesta simbolica indossando mascherine, gesto che ha ulteriormente acceso il clima già teso nell’aula.

La richiesta avanzata riguarda un approfondimento istituzionale sui documenti e sulle dichiarazioni raccolte dalla commissione parlamentare, con l’obiettivo di chiarire eventuali responsabilità nella gestione dell’emergenza sanitaria.

La reazione di Giuseppe Conte e le minacce di querela

La replica di Giuseppe Conte è arrivata immediata e dai toni duri. Intervenendo in aula, l’ex premier ha risposto: “Se aveste messo prima la mascherina avrebbe filtrato meglio le parole in libertà”.

Conte ha poi difeso l’operato del suo governo, dichiarando: “Abbiamo agito sempre in trasparenza e non abbiamo nulla da nascondere. Benvengano le informative”.

Il leader del Movimento 5 Stelle ha inoltre ricordato il ruolo del suo esecutivo nell’istituzione della commissione Covid, affermando: “quando fu istituita la commissione Covid non l’abbiamo ostacolata ma favorita ma perché avesse un perimetro ampio, esteso anche alle regioni che avete comandato voi, dove c’è stata la gestione più critica della pandemia ma siccome il coraggio non vi appartiene avete escluso dal perimetro di indagine quella che doveva essere una commissione volta ad approfondire la gestione effettiva della pandemia per ricavare lezioni a futura memoria”.

Infine, visibilmente alterato, ha concluso con parole nette: “La commissione non sta producendo nulla se non la gran cassa mediatica, le contumelie, le denigrazioni, le diffamazioni e oggi ne vediamo un esempio in quest’aula”. E ancora: “Avete imparato a mettere le mascherine non in testa ma al posto giusto. Se ha tanto coraggio rinunci all’immunità così ripete le stesse parole e ci vediamo in tribunale”.