Italia & Dintorni

25 aprile, Pier Luigi Bersani avverte: “Situazione può diventare pericolosa”

Durante il 25 aprile polemiche su bandiere israeliane e tensioni al corteo: Pier Luigi Bersani e altri esponenti politici intervengono sul caso e sulle reazioni.

25 aprile tensioni corteo: le parole di Bersani

Le celebrazioni del 25 aprile, dedicate alla Liberazione dal nazifascismo, sono state segnate da episodi che hanno attirato l’attenzione politica e istituzionale. Nel corso della manifestazione, la presenza della Brigata Ebraica con la bandiera di Israele ha generato momenti di tensione.

Intervenuto durante la trasmissione “4 di Sera” su Rete 4, Pier Luigi Bersani ha commentato quanto accaduto: “Le piazze erano strapiene e questi episodi disdicevoli e sgradevoli non le hanno rovinate. Io dò ragione pienamente al sindaco Sala, perché se in un corteo di 70.000-100.000 persone, non dentro il corteo, ma in testa il corteo, finiscono le bandiere israeliane, il ritratto dello Scià, i cartelli che inneggiano a Trump, mentre sta succedendo quel che sta succedendo, vuol dire che il buonsenso è andato a farsi benedire”.

L’ex segretario del Partito Democratico ha inoltre aggiunto: “Sono provocazioni non accettabili. E che tutto questo si concluda dando dell’antisemita all’Anpi, questa è una cosa inaccettabile. Fa bene l’Anpi ad andare in tribunale su questo. Attenzione, perché la cosa può prendere delle pieghe – a proposito dell’antisemitismo – può prendere delle pieghe veramente sgradevoli e anche un po’ pericolose”.

Le valutazioni sul significato della manifestazione

Sul tema è intervenuto anche Daniele Manca, vicedirettore del Corriere della Sera, che ha definito quanto accaduto un episodio circoscritto ma rilevante: “Stiamo parlando di un incidente pericoloso da condannare, ma che riguarda una piccola porzione e quindi possiamo ancora intervenire, perché c’era un sacco di gente che quelle cose non le ha fatte e non le condivide. Però questo va detto più volte, che noi possiamo ancora agire, anche perché quelle persone lì che cosa fanno? Quando tu vai a fare questo tipo di manifestazioni per altri motivi – che sono distanti dal 25 aprile – ti inventi tante e tante cose per far emergere la tua motivazione personale, quale che essa sia e allora facendo questo che cosa succede? Ti dimentichi della liberazione, ti dimentichi il fascismo, ti dimentichi tutte queste cose che ci sono dietro il 25 aprile e questo qui temo che sia un nostro problema, di questo periodo storico particolare. Noi, invece di concentrarci il 25 aprile, la festa della liberazione, su che cosa è successo in quel giorno, che cosa è successo negli anni prima e che cosa è successo dopo, la Costituzione e via dicendo, che cosa facciamo? Ci concentriamo sulle fasce laterali”.

La posizione di De Micheli e il riferimento all’Anpi

Anche Paola De Micheli, deputata del Partito Democratico ed ex ministro, ha espresso la propria posizione sulla vicenda: “È inaccettabile che gli ebrei della brigata ebraica che hanno sfilato siano stati trattati così. Capisco la preoccupazione legata alla presenza delle bandiere, perché oggettivamente in questo momento quello stato è rappresentato da un uomo che ha compiuto crimini veramente atroci, però io penso che la storia ci racconti che solo la pace è il vero simbolo della liberazione. La liberazione è stata la conquista della pace e la conquista della democrazia, qualunque tipo di odio e di astio che abbiamo visto in questa manifestazione non solo ha sporcato, ma ha anche allontanato alcune persone che stanno facendo un percorso culturale di riconoscimento della liberazione. Quella deve essere la festa di tutti e quello che è successo è inaccettabile ancora di più per questo, perché rischia invece di allontanare le persone da un simbolo che è il simbolo della nostra libertà e della pace che è stata conquistata con molti morti”.

Sullo stesso tema, ha aggiunto: “La difendo, organizza tutti gli anni la manifestazione del 25 aprile, perché lì non si annida l’odio, lì si annida il desiderio di celebrare le donne e gli uomini che hanno consentito a una come me, che viene dalla provincia, di poter stare nel Parlamento, di poter stare qua con voi, di esprimere liberamente le proprie opinioni. Difendo anche la libertà di quegli ebrei, come il mio compagno di partito, Fiano, che con grande rispetto per tutti e consapevole di quello che sta succedendo nel mondo, non avrebbe sfilato con la bandiera di Israele. Difendo anche il fatto che noi in questo Paese purtroppo l’antisemitismo l’abbiamo combattuto, ma forse non l’abbiamo combattuto abbastanza, perché c’è ancora e c’è di più per quello che è successo tra Israele e Palestina. E difendo la scuola, caro Del Debbio, perché lo sa che nei giorni prima del 25 aprile mio figlio e i suoi compagni in una scuola pubblica a Piacenza, dove vive anche Pier Luigi Bersani, si è raccontata la Shoah, per raccontare ai nostri ragazzi che l’odio è sbagliato a prescindere, comunque e sempre, che sia quello di 80 anni fa o che sia quello contemporaneo che vediamo attorno a noi, poco nelle manifestazioni e drammaticamente nelle guerre”.