Romano Prodi critica il centrosinistra: senza programma e legge elettorale chiara non esiste un’alternativa. Messaggi diretti a Elly Schlein e Giuseppe Conte.
Prodi e centrosinistra: “Non c’è ancora un’alternativa di governo”
L’ex premier Romano Prodi torna a intervenire nel dibattito politico e lo fa con parole nette rivolte al campo progressista. Intervistato a Bologna durante un evento per i 150 anni del Corriere della Sera, il Professore ha sottolineato le difficoltà attuali del centrosinistra.
“L’opposizione non è pronta a offrire un’alternativa di governo. Prima di tutto perché non si sa con quale legge elettorale si va”, ha dichiarato. Un passaggio che suona come un avvertimento per Elly Schlein e Giuseppe Conte, chiamati a costruire una proposta politica più definita.
Secondo Prodi, il problema non riguarda solo le regole del voto, ma anche il metodo: “I dirigenti dei partiti parlano solo tra di loro e non c’è grande dialogo con il Paese per stabilire insieme il programma”.
Il nodo programma e il tema delle primarie
Nel suo intervento, Romano Prodi ha insistito sulla necessità di partire dai contenuti prima di qualsiasi confronto sulla leadership. “Io non sono d’accordo con le primarie prima del programma. Come fai a farla se non sai cosa vuoi fare sull’Ucraina, su Hormuz o sull’età della pensione?”, ha osservato.
L’ex presidente del Consiglio ha poi aggiunto: “Le primarie si fanno su un programma comune e su chi lo può realizzare meglio, questo è serio. Altrimenti si possono anche fare le primarie tra Elly Schlein e Giorgia Meloni, se un programma non ce l’hai”.
Parole che evidenziano la necessità, secondo Prodi, di una piattaforma condivisa per evitare divisioni interne e incertezze nella proposta politica.
Il richiamo all’esperienza e lo sguardo al futuro
Prodi ha richiamato anche la sua esperienza politica, sottolineando l’importanza del contatto diretto con gli elettori: “Io ho fatto un anno in giro per l’Italia con un pullman scassato. Questo bisogna fare, altrimenti ci si ripiega sempre su se stessi”.
Alla domanda su chi possa oggi svolgere un ruolo determinante negli equilibri del centrosinistra, ha risposto: “Se non c’è un accordo serio e preventivo, tutti”.
Infine, guardando al passato, ha aggiunto: “Mi chiede se al centrosinistra serve un altro Prodi? No, ce ne vuole uno migliore! Il passato non si ripete, ma la battaglia politica è bella…”. E sul mancato approdo al Quirinale ha concluso: “Quando mi hanno segato alla Presidenza della Repubblica a me non piaceva fare il Presidente della Repubblica, ma il presidente del Consiglio. E confesso che quando passo da piazza Colonna ho ancora una certa nostalgia…”.
