Patrimoniale, il centrosinistra si divide: Fratoianni spinge, Pd e M5S chiudono “Nessuna nuova tassa”

La patrimoniale divide il centrosinistra: Nicola Fratoianni rilancia la tassa sui grandi patrimoni, ma Pd e Movimento 5 Stelle frenano.

Patrimoniale, Pd e Movimento 5 Stelle chiudono alla tassa nazionale

La patrimoniale torna nel confronto interno al centrosinistra, ma Pd e Movimento 5 Stelle provano subito a fermare il caso politico. Dopo il rilancio di Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra, i due principali partiti dell’opposizione chiariscono la linea: nessuna nuova tassa nazionale sui patrimoni da inserire nel programma del campo largo.

Il tema resta sensibile, soprattutto perché rischia di diventare un terreno di scontro nella costruzione dell’alleanza. La posizione che filtra da dem e pentastellati è simile: non colpire il ceto medio, non introdurre una patrimoniale italiana secca e non aprire una battaglia fiscale che possa spaventare una parte dell’elettorato. La discussione, semmai, viene spostata sui grandi patrimoni e su una possibile tassazione coordinata a livello europeo. Open ha riportato che Pd e M5S puntano a delimitare subito il perimetro della proposta per evitare che diventi una frattura nella coalizione.

Fratoianni rilancia sui super ricchi: «Concentrazione della ricchezza inaccettabile»

A riaprire il dossier è stato Fratoianni, che ha indicato la redistribuzione della ricchezza come uno dei nodi del futuro programma progressista. Il leader rossoverde sostiene che una parte crescente della ricchezza resti concentrata nella rendita e nei grandi patrimoni, fuori da una piena contribuzione fiscale. Per questo chiede una correzione della diseguaglianza attraverso strumenti più incisivi.

La sua posizione è netta: “La ricchezza è distribuita in modo sempre più diseguale, e questo ormai è un dato esplosivo”. Poi aggiunge che “c’è una enorme massa di ricchezza nella rendita e nei grandi patrimoni che resta sostanzialmente fuori dal sistema fiscale” e che bisogna “correggere l’inaccettabile concentrazione della ricchezza”. Nei giorni scorsi Fratoianni aveva già rilanciato una proposta di patrimoniale sulle grandi ricchezze e il ritorno alla scala mobile come misure contro le disuguaglianze.

Misiani sposta il dossier in Europa e il campo largo evita lo scontro

Dentro il Partito Democratico, la parola d’ordine è prudenza. Antonio Misiani, responsabile economico dem, non nega il tema della progressività fiscale, ma indica l’Europa come livello più adatto per discutere una tassazione sui grandi patrimoni. La ragione è politica e tecnica: a livello nazionale il rischio sarebbe favorire elusione e spostamento della ricchezza verso altri Paesi.

“Ragioniamo su quella scala. A livello nazionale c’è un forte rischio di elusione, di spostamento della ricchezza. La scala europea è il livello più adeguato”, ha spiegato Misiani a Open. La stessa cautela viene condivisa dal Movimento 5 Stelle, che non vuole apparire favorevole a una nuova tassa nazionale generalizzata. La linea che emerge è quindi doppia: tenere aperto il tema dei super ricchi, ma senza trasformarlo in una patrimoniale italiana capace di diventare un boomerang elettorale. Il nodo resta politico: se il campo largo vuole presentarsi come alternativa di governo, dovrà trovare una sintesi tra redistribuzione, tutela del ceto medio e credibilità fiscale.

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