Strage a Modena, Salim El Koudri resta in isolamento mentre la difesa punta sulla perizia psichiatrica e sul movente.
La corsa dell’auto tra i passanti ha lasciato dietro di sé feriti gravi, paura e una domanda che ora pesa sull’inchiesta: perché è accaduto. Salim El Koudri, il 31enne arrestato dopo quanto avvenuto nel centro di Modena, si trova in carcere in isolamento, mentre per oggi, martedì 19 maggio, è prevista l’udienza di convalida del fermo per strage e lesioni aggravate.
Strage a Modena, Salim El Koudri parla dal carcere
Il caso ha scosso Modena e aperto un fronte giudiziario delicato, nel quale le condizioni mentali dell’arrestato potrebbero diventare decisive. Salim El Koudri, secondo quanto riferito dal suo avvocato Fausto Giannelli, avrebbe mostrato confusione e distacco durante il colloquio in carcere.
Il giovane ha chiesto di poter fumare, di avere alcuni libri, tra cui una Bibbia, e di incontrare un sacerdote. Al legale, che gli ha domandato spiegazioni su quanto accaduto, avrebbe risposto: “Sono uscito perché quel giorno pensavo di morire. Non volevo fare del male a nessuno”.
La difesa ha già annunciato l’intenzione di chiedere una perizia psichiatrica. Per Giannelli, l’accertamento rappresenta un passaggio urgente e potenzialmente centrale per ricostruire lo stato mentale dell’indagato al momento dei fatti. La richiesta arriva mentre gli investigatori lavorano per chiarire il movente e valutare ogni elemento utile a ricostruire la dinamica e le ragioni del gesto.
Le parole sui feriti e la richiesta di perizia psichiatrica
Durante il colloquio in carcere, l’avvocato Fausto Giannelli ha riferito a Salim El Koudri le conseguenze più gravi dell’investimento. Quando gli ha detto che una delle donne travolte era stata sottoposta a un intervento per l’amputazione delle gambe, l’uomo avrebbe reagito dicendo: “Che cosa tremenda”.
Secondo il legale, quella risposta sarebbe arrivata “come se stesse realizzando per la prima volta la cosa, come se stesse parlando di un’altra persona”. Una descrizione che rafforza la linea difensiva orientata a verificare le condizioni psichiche dell’arrestato. Giannelli ha parlato di una possibile visita medica e di una perizia psichiatrica, definendola “è la cosa più urgente”.
Il difensore ha aggiunto che il giovane “non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole”.
Sono dichiarazioni che non riducono la gravità dei fatti contestati, ma aprono un nodo giudiziario destinato a pesare sull’intero procedimento. La Procura, intanto, procede sulle accuse di strage e lesioni aggravate, mentre le condizioni delle persone ferite restano al centro dell’attenzione pubblica.
Indagini sul movente, dispositivi sequestrati e passato dell’arrestato
Gli investigatori stanno cercando di capire cosa abbia spinto Salim El Koudri, residente a Ravarino, famiglia originaria del Marocco e cittadino italiano dal 2009, a dirigere l’auto contro i passanti nel centro di Modena. Per fare chiarezza, la Procura di Modena ha incaricato un consulente di analizzare diversi dispositivi nella disponibilità dell’indagato: telefoni, computer, tablet, sim, chiavette usb e hard disk.
Tra il materiale da esaminare ci sarebbero anche testi scritti in arabo, appunti relativi a criptovalute e farmaci. Al momento, però, gli accertamenti sono ancora in corso e non è stata indicata una ricostruzione definitiva del movente.
Un elemento ritenuto rilevante riguarda il passato recente dell’arrestato. El Koudri sarebbe stato in cura al centro di salute mentale di Castelfranco Emilia tra il 2022 e il 2024. Secondo quanto spiegato dall’avvocato, “Si sentiva perseguitato”. Il percorso sarebbe stato avviato senza che i familiari ne fossero a conoscenza e poi interrotto.
Nel quadro investigativo compare anche il tema del lavoro, che per il giovane sarebbe diventato una fonte di forte disagio. Dopo gli studi a Ravarino, il liceo a Modena e una laurea in Economia, El Koudri aveva lavorato in diverse aziende, anche come magazziniere, spedizioniere e impiegato. La mancanza di un’occupazione stabile, secondo quanto emerso, lo avrebbe tormentato.
Nel 2021 inviò quattro email a un indirizzo dell’Università di Modena e Reggio Emilia. In una scrisse: “Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poco dopo aggiunse: “Fatemi lavorare”. In un altro messaggio i toni si fecero più violenti: “Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio”. Infine arrivarono le scuse: “Mi dispiace per la maleducazione”.
All’epoca l’Università segnalò gli episodi alle forze dell’ordine. Per ora, quegli scritti risultano tra i pochi elementi da cui potrebbe emergere un possibile conflitto con sfondo religioso, anche se Salim El Koudri non risulta aver frequentato ambienti islamici né aver avuto contatti con gruppi organizzati. L’udienza di convalida del fermo e gli accertamenti sui dispositivi sequestrati serviranno a definire i prossimi passaggi dell’indagine.
