Giorgia Meloni sugli sfratti: “Proprietari trattati come cittadini di serie B”

La parola chiave sfratti entra nel messaggio di Giorgia Meloni a Confedilizia: procedure più rapide, Piano casa e tutela dei proprietari.

Sfratti, la linea della Meloni davanti a Confedilizia

Tempi più rapidi per gli sfratti, una procedura d’urgenza per il rilascio degli immobili e un Piano casa da collegare alla tutela della proprietà privata. Sono i punti indicati dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel messaggio inviato all’assemblea di Confedilizia.

La premier ha posto al centro del suo intervento la condizione dei proprietari che attendono di rientrare in possesso di un immobile. “Troppo spesso oggi i proprietari affrontano un vero e proprio calvario per tornare in possesso del proprio immobile. E questo oltre ad essere ingiusto, crea un danno economico e sociale enorme. Ecco perché abbiamo deciso di tagliare i tempi per l’esecuzione degli sfratti e introdurre una procedura d’urgenza per ottenere in via giudiziale il titolo esecutivo e quindi il rilascio dell’immobile”.

Secondo la Meloni, le misure sugli sfratti si inseriscono in una linea più ampia già avviata dal governo sul tema abitativo.

Il Piano casa da 10 miliardi e l’obiettivo dei 100mila alloggi

Nel messaggio a Confedilizia, la presidente del Consiglio ha collegato il disegno di legge sugli sfratti al Piano casa. La Meloni ha parlato di “norme di buon senso attese da anni” e di un intervento strutturale.

Il Piano casa, ha spiegato, prevede fino a 10 miliardi di euro e punta a rendere disponibili oltre 100mila alloggi in dieci anni. L’obiettivo indicato è doppio: tutelare chi possiede un immobile e sostenere chi non ha una casa.

La premier ha dichiarato: “Per noi chi possiede una casa ha il diritto di vedere la proprietà tutelata dallo Stato. Mentre chi non ce l’ha deve essere aiutato e sostenuto ad acquistarla a un prezzo giusto. Diritti che non sono in conflitto, come dice erroneamente qualcuno, ma che invece si sostengono a vicenda”.

“Nemici di classe”, l’attacco alla narrazione sui proprietari

Un passaggio centrale dell’intervento della Meloni riguarda il modo in cui viene affrontato il tema degli sfratti e delle case occupate. La presidente del Consiglio ha definito “surreale” il confronto che nasce ogni volta che si parla di rilascio degli immobili.

“I proprietari vengono etichettati come nemici di classe, gente insensibile ai diritti di morosi e abusivi, una narrazione ideologica che calpesta sia i diritti dei proprietari sia quelli di quelli di chi una casa vorrebbe averla”, ha affermato.

La premier ha poi aggiunto che, se i proprietari non si sentono tutelati dallo Stato, le case disponibili rischiano di diminuire e i prezzi di aumentare. Per la Meloni, il governo intende “spezzare questo circolo vizioso” e difendere “le persone oneste, non chi viola la legge e spera anche di rimanere impunito”.

Matteo Salvini difende gli affitti brevi

All’assemblea di Confedilizia è intervenuto anche Matteo Salvini, con un videomessaggio dedicato soprattutto al tema degli affitti brevi. Il vicepremier ha criticato l’ipotesi di limitazioni alla messa a reddito degli immobili privati.

“Stiamo ragionando anche all’interno della maggioranza su una limitazione, secondo me in questo momento penalizzante ed eccessiva, sull’utilizzo e la messa a reddito della proprietà privata: limitare il cosiddetto mercato degli affitti brevi”, ha detto Salvini.

Il ministro ha poi aggiunto: “Se la proprietà privata è sacra, ognuno del suo appartamento fa quello che vuole. Semmai si può regolamentare all’interno del condominio, però bloccare o censurare no”.

Nel suo intervento, Salvini ha citato Firenze e Milano, sostenendo che alcune amministrazioni locali stiano portando avanti una battaglia ideologica sugli affitti brevi. Secondo il leader della Lega, troppi vincoli rischiano di svuotare i centri storici.

Matteo Piantedosi: sicurezza e fragilità insieme

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha affrontato il tema da un’altra prospettiva, legando casa, sicurezza, rispetto delle regole e situazioni di fragilità.

“Continuerò ad agire con determinazione nella convinzione che la casa non sia soltanto un bene materiale. Ma che sia uno dei pilastri fondamentali della dignità della persona, della stabilità familiare e da ultimo della coesione sociale”, ha affermato Piantedosi.

Il ministro ha poi sottolineato la necessità di tenere insieme legalità e intervento pubblico: “Non esiste sicurezza senza una giustizia sociale, ma non esiste nemmeno giustizia sociale senza che ci sia un serio rispetto delle regole, sono quindi tutti principi che devono procedere insieme”.

Per Piantedosi, serve una strategia che preveda più edilizia residenziale pubblica, più controlli, prevenzione sociale, tempi rapidi negli sgomberi e una maggiore capacità di presa in carico delle fragilità, evitando che ricadano sui proprietari immobiliari.

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