Accoltellamento Milano, Vittorio Feltri accusa il sistema: “Il colpevole viene trasformato in vittima”

Vittorio Feltri critica la tendenza a trasformare chi è accusato di gravi reati in vittima prima ancora del processo.

Vittorio Feltri interviene con parole dure sul modo in cui vengono raccontati alcuni casi di cronaca nera, soprattutto quando al centro ci sono giovani adulti accusati di delitti gravi. Il giornalista non contesta il lavoro degli avvocati, che definisce parte essenziale del diritto di difesa, ma punta il dito contro una cultura pubblica che, a suo giudizio, tende a spostare l’attenzione dalla responsabilità personale dell’accusato alla sua presunta fragilità. Il nodo, secondo Feltri, è il linguaggio usato quando un uomo adulto viene descritto come un “ragazzino” smarrito, confuso o incapace di comprendere fino in fondo le proprie azioni.

Vittorio Feltri e la critica alla vittimizzazione dell’imputato

Il punto centrale del ragionamento di Vittorio Feltri riguarda la trasformazione del colpevole, o comunque della persona accusata, in una figura da compatire ancora prima che il processo accerti i fatti. Il giornalista chiarisce di non voler mettere in discussione il ruolo della difesa, perché un avvocato ha il dovere di tutelare il proprio assistito con tutti gli strumenti previsti dalla legge. La sua critica riguarda invece il clima che accompagna molti delitti gravi nel racconto pubblico.

“Quello che mi colpisce non è tanto la strategia difensiva dell’avvocato, il quale svolge il proprio mestiere e ha il dovere di tutelare il suo assistito. Mi colpisce piuttosto la cultura che da anni impregna il nostro dibattito pubblico, secondo cui il colpevole deve essere trasformato, prima ancora che in imputato, in vittima”, afferma Feltri.

Il giornalista contesta quello che considera un automatismo ormai ricorrente: davanti a un’accusa pesante, entrano subito in scena parole come fragilità, smarrimento, confusione, disorientamento, raptus, infanzia difficile o perdita di memoria. Secondo Feltri, questo lessico rischia di spostare l’attenzione dal fatto contestato alla ricerca di attenuanti morali prima ancora che giudiziarie.

“La responsabilità personale sembra essere diventata un concetto fuori moda”, osserva, indicando proprio in questa tendenza il segnale di un cambiamento culturale profondo. Non si tratta, nella sua lettura, di negare il diritto alla difesa o la necessità di valutare ogni elemento nel processo, ma di evitare che il racconto pubblico cancelli troppo rapidamente la gravità delle azioni contestate.

Il nodo dei 22 anni: per Feltri non è un ragazzino

Uno dei passaggi più netti riguarda l’età dell’accusato. Vittorio Feltri si sofferma sul modo in cui un uomo di 22 anni viene spesso raccontato come se fosse ancora un adolescente incapace di assumersi responsabilità piena. Su questo punto il giornalista usa un confronto generazionale per rafforzare la sua posizione.

“Da quando un uomo di ventidue anni è un ragazzino? Io a ventidue anni lavoravo già da tempo, mi assumevo responsabilità, mantenevo una famiglia. Milioni di italiani della mia generazione, a quell’età, non erano ragazzini. Erano uomini e donne chiamati a rispondere delle proprie azioni”, dichiara Feltri.

Il tema, per il giornalista, non è soltanto anagrafico. Riguarda una contraddizione più ampia: la società riconosce ai giovani adulti piena autonomia quando si parla di diritti, voto, scelte personali e futuro, ma tende a ridimensionarne la maturità quando devono rispondere di un reato. Da qui la sua critica alla doppia misura.

“Se un ventiduenne commette un reato gravissimo diventa un ragazzo smarrito. Se invece deve votare, decidere del proprio futuro o rivendicare qualsiasi altro diritto, allora è un adulto pienamente consapevole. Questa doppia misura mi lascia alquanto perplesso”, aggiunge.

La questione posta da Feltri tocca uno dei punti più sensibili del dibattito sulla giustizia: il confine tra comprensione del contesto personale dell’imputato e riconoscimento della sua piena responsabilità. Per il giornalista, spiegare non deve significare giustificare, soprattutto quando la vicenda riguarda reati di estrema gravità.

Memoria, processo e centralità della vittima

Un altro elemento affrontato da Vittorio Feltri riguarda le amnesie dichiarate o evocate in alcuni casi giudiziari. Il giornalista lascia alla magistratura il compito di verificare i fatti, ma osserva che la perdita di memoria compare sempre più spesso nei racconti difensivi legati ai delitti più gravi.

“Quanto alla memoria, sarà naturalmente la magistratura ad accertare i fatti e a valutare ogni elemento. Ma osservo che sempre più spesso, davanti ai delitti più gravi, compare questa improvvisa amnesia. È diventata quasi una costante narrativa: prima l’azione sarebbe lucida e determinata, poi, una volta arrestati, il ricordo svanirebbe”, afferma.

Il richiamo al processo resta esplicito. Feltri riconosce che solo i giudici potranno stabilire che cosa sia realmente accaduto e quale peso attribuire a ogni dichiarazione, perizia o ricostruzione difensiva. Il suo intervento, però, si concentra su un altro piano: quello del racconto pubblico e del rischio di un ribaltamento morale.

Secondo il giornalista, si tende troppo spesso a dedicare attenzione all’aggressore e troppo poca alla vittima. “Quello che invece possiamo già osservare è un fenomeno culturale ben più ampio: l’ossessione di trovare sempre una giustificazione al criminale e quasi mai una parola di autentica vicinanza per chi subisce la violenza”, sostiene Feltri.

Per lui, una società civile deve garantire a ogni imputato un processo giusto, il pieno diritto di difendersi e tutte le garanzie previste dall’ordinamento. Ma questo non deve cancellare il principio della responsabilità individuale, soprattutto quando si parla di adulti.

“Un uomo di ventidue anni non è un bambino. È un adulto. E gli adulti rispondono delle proprie azioni. Questo principio, che un tempo appariva ovvio, oggi sembra quasi rivoluzionario. Io continuo invece a considerarlo il fondamento stesso della giustizia”, conclude Vittorio Feltri.

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