Fratelli d’Italia propone il trasferimento dei detenuti stranieri condannati: per Bignami ridurrebbe costi e sovraffollamento carcerario.
Fratelli d’Italia apre una nuova partita politica sull’immigrazione e sulla gestione delle carceri italiane. Il partito ha presentato alla Camera una proposta di legge sulle misure per i rimpatri dei cittadini stranieri condannati in Italia, con l’obiettivo di consentire loro di scontare la pena nei Paesi d’origine. Ad annunciare l’iniziativa è stato il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, durante la presentazione della pdl. La misura, secondo il partito, potrebbe incidere sul sovraffollamento carcerario, sui costi sostenuti dallo Stato e sulla gestione degli istituti penitenziari.
Immigrazione, la proposta di FdI sui detenuti stranieri
La proposta punta a intervenire su un tema che incrocia giustizia, sicurezza, rimpatri e organizzazione del sistema carcerario. L’idea illustrata da Galeazzo Bignami è quella di permettere agli immigrati condannati in Italia di scontare la pena nel proprio Paese, quando sussistano le condizioni giuridiche e diplomatiche per procedere.
“Con questa proposta di legge Fratelli d’Italia fa sì che finalmente degli immigrati condannati in Italia possano scontare la pena a casa loro. È una modifica importante, finalmente realizzabile grazie alle modifiche che Giorgia Meloni è riuscita a ottenere in seno alla normativa europea”, ha dichiarato Bignami.
Il passaggio richiamato dal capogruppo di Fratelli d’Italia riguarda la cornice europea nella quale il governo intende inserire la nuova iniziativa. La misura, infatti, non viene presentata come un provvedimento isolato, ma come parte di una linea politica più ampia sui rimpatri e sulla definizione dei Paesi sicuri di origine.
Secondo Bignami, il meccanismo richiederebbe comunque accordi bilaterali a monte. Non basterebbe quindi la sola approvazione di una norma nazionale: per rendere effettivo il trasferimento dei detenuti, sarebbe necessario costruire intese con gli Stati interessati, in modo da garantire l’esecuzione della pena fuori dall’Italia nel rispetto delle procedure previste.
Carceri, numeri e obiettivo sul sovraffollamento
Nel presentare la proposta, Galeazzo Bignami ha collegato il tema dell’immigrazione a quello della popolazione detenuta. “A fronte di una popolazione carceraria di oltre 64mila persone”, ha spiegato, “il 31 per cento è composto da extracomunitari. Evidentemente questo costituisce un costo non indifferente” e “quindi sarebbe anche una riposta al sovraffollamento carcerario”.
Il dato indicato dal capogruppo di FdI viene usato per sostenere l’impatto pratico della proposta. L’obiettivo dichiarato è ridurre la pressione sugli istituti penitenziari italiani, evitando al tempo stesso misure considerate dal partito meno efficaci o non condivisibili, come interventi di alleggerimento generalizzato delle carceri.
Bignami ha indicato anche una stima numerica dei possibili destinatari della misura: “Parliamo della possibilità di procedere al rimpatrio di 13890 persone, pari al 68 per cento della popolazione carcerata immigrata che si trova attualmente nelle carceri”.
Per Fratelli d’Italia, la conseguenza sarebbe duplice. Da un lato, meno detenuti stranieri negli istituti italiani; dall’altro, un risparmio economico legato alla gestione quotidiana, al personale e alla necessità di nuovi spazi. “È evidente che ci sarebbe un forte risparmio economico, nella gestione, anche del personale, e non servirebbero nuovi istituti penitenziari o provvedimenti come lo svuota-carceri”, ha sottolineato ancora Bignami.
La proposta si inserisce quindi in un confronto politico già aperto sul sistema penitenziario. Da mesi il tema del sovraffollamento carcerario è al centro del dibattito istituzionale, con posizioni diverse tra chi chiede interventi deflattivi e chi punta invece su sicurezza, nuove strutture e rimpatri.
Donzelli sostiene la linea: possibile trasformazione in emendamento
Sulla proposta è intervenuto anche Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, che ha espresso soddisfazione per l’iniziativa. Secondo Donzelli, il provvedimento servirebbe non solo sul piano della giustizia, ma anche per ridurre il peso sugli istituti penitenziari italiani.
Per il dirigente di FdI, “oltre a risolvere un problema di giustizia civile questa iniziativa sia anche utile ad alleggerire il peso sui penitenziari italiani. Si parla sempre di indulto, di svuotare le carceri, ma per noi sono proposte sbagliate che non risolvono il problema”.
La linea politica del partito è quindi chiara: intervenire sui detenuti stranieri condannati, rendendo possibile l’esecuzione della pena nei Paesi d’origine, viene presentato come alternativa alle misure di scarcerazione o alleggerimento della popolazione detenuta.
Nel corso della conferenza, Bignami ha spiegato anche il possibile percorso parlamentare della proposta. La pdl è stata presentata come testo autonomo, ma potrebbe essere trasformata in emendamento qualora si aprissero spazi nei provvedimenti già all’esame del Parlamento.
“Se si dovesse realizzare la possibilità di inserire questa proposta come emendamento sui veicoli legislativi che si dovessero presentare alla Camera o al Senato tradurremmo questa pdl in emendamenti per farla entrare in vigore il prima possibile”, ha concluso Bignami.
