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Prodi, affondo su Trump: “Ci comportiamo come servi”, e sulla Meloni dice: “Più debole”

Romano Prodi interviene al Festival dell’Economia di Trento e attacca Trump, voto elettronico, destra europea e governo guidato dalla Meloni.

Romano Prodi al Festival dell’Economia di Trento: l’affondo su Trump

Romano Prodi interviene dal palco del Festival dell’Economia di Trento e usa parole nette sul rapporto tra Europa, Italia e Stati Uniti. L’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione europea concentra il suo intervento sui nuovi equilibri internazionali, sul ruolo dell’Unione europea e sui rischi che, a suo giudizio, riguardano la tenuta delle democrazie occidentali.

Il passaggio più duro riguarda Donald Trump. Prodi afferma: “Ci comportiamo come servi di fronte a Trump”. Una frase che segna il tono dell’intervento e che viene collegata alla debolezza politica dell’Europa nei confronti degli Stati Uniti.

Secondo l’ex premier, il continente europeo avrebbe ancora un peso economico rilevante, ma non riuscirebbe a trasformarlo in forza politica. Da qui la critica alla mancanza di una linea comune davanti ai grandi cambiamenti internazionali.

La critica al voto elettronico e alle nuove tecnologie

Nel corso dell’incontro, Prodi affronta anche il tema delle tecnologie applicate ai processi democratici. L’ex presidente del Consiglio si mostra contrario al voto elettronico e richiama la necessità di mantenere strumenti tradizionali nelle consultazioni elettorali.

“Bisogna votare con la matita”, dichiara Prodi, mettendo in guardia dai rischi legati all’uso delle nuove tecnologie nei sistemi democratici. A suo giudizio, l’intelligenza artificiale e gli strumenti digitali possono incidere in modo profondo sugli equilibri politici e sociali.

Nel suo ragionamento, il controllo tecnologico non riguarda soltanto l’economia, ma anche la formazione del consenso e la qualità della rappresentanza. “Si può governare il mondo in modo drammatico”, afferma l’ex premier, riferendosi alle possibili conseguenze di un uso distorto delle innovazioni.

Il riferimento a Vannacci e alla destra europea

Nel suo intervento, Prodi cita anche il generale Roberto Vannacci, figura politica al centro del confronto pubblico negli ultimi anni. “Con Vannacci figuriamoci come evolverà la situazione”, afferma l’ex presidente del Consiglio.

Il passaggio si inserisce in una riflessione più ampia sull’avanzata delle destre nazionali in diversi Paesi. Prodi accosta il movimento Maga americano, l’Afd tedesca e l’estrema destra italiana, indicando in queste forze un segnale di rischio per gli equilibri democratici.

L’ex premier lega il tema alla difesa dei confini, delle identità nazionali e degli interessi dei singoli Stati. Secondo la sua analisi, la crescita di questi movimenti sarebbe una delle conseguenze della crisi dei partiti tradizionali e dell’indebolimento del progetto europeo.

Il giudizio sul governo della Meloni

Prodi dedica un passaggio anche alla situazione politica italiana. Parlando del governo guidato dalla Meloni, l’ex premier sostiene che l’esecutivo sia “più debole di tre mesi fa”.

Il giudizio non viene però accompagnato da una promozione dell’opposizione. Prodi riconosce infatti che il fronte alternativo alla maggioranza appare ancora poco incisivo. Il quadro descritto è quello di una fase politica fragile, nella quale il governo mostra segnali di difficoltà, ma gli avversari non riescono ancora a presentarsi come un’alternativa solida.