Capezzone avverte Meloni, Tajani e Salvini: “Al governo ci siete voi, ma al potere ci sono gli altri”
Daniele Capezzone si rivolge alla Meloni, Salvini e Tajani: “Siete circondati”. Nel mirino finiscono media, agenda politica e rapporti di forza.
Capezzone attacca il sistema mediatico: “Siete circondati”
Daniele Capezzone si rivolge direttamente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al vicepremier Matteo Salvini e al ministro degli Esteri Antonio Tajani con un messaggio politico dai toni netti. Il direttore de Il Tempo apre il suo intervento con una frase destinata a far discutere nel centrodestra: “Gentili Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani, siete (mi permetto di dire, unendomi a tanti cittadini non di sinistra: siamo) circondati”.
Il ragionamento di Capezzone parte da una distinzione tra governo e potere effettivo. Secondo il giornalista, il centrodestra sarebbe formalmente alla guida dell’esecutivo, ma non disporrebbe ancora di un peso adeguato nei luoghi in cui si forma l’indirizzo pubblico. La sua tesi è riassunta in un passaggio molto duro: “Voi siete formalmente al governo, ma al potere ci sono ancora gli altri”.
Per Capezzone, il nodo non sarebbe soltanto politico, ma anche amministrativo, istituzionale e televisivo. L’editoriale richiama infatti “alte e altissime amministrazioni”, “gangli istituzionali” e un sistema dell’informazione che, a suo giudizio, sarebbe orientato contro la maggioranza.
Il punto sull’agenda politica e televisiva
Nel testo, Capezzone precisa di non voler impostare il tema come una semplice conta delle presenze dei partiti nei telegiornali. A suo avviso, il problema non sarebbe il numero di apparizioni dei rappresentanti politici, ma il modo in cui vengono scelti gli argomenti da mettere al centro del confronto pubblico.
Il direttore parla di “definizione dell’agenda” e indica nella sinistra mediatica il soggetto che, secondo la sua analisi, riuscirebbe ancora a determinare temi, tempi e cornice del racconto politico. In questo schema, alcuni argomenti verrebbero rilanciati da una trasmissione all’altra, fino a occupare per giorni il dibattito televisivo e giornalistico.
Capezzone cita anche il modello dei talk show, sostenendo che la destra accetterebbe troppo spesso arene televisive costruite come un confronto sbilanciato. Il rappresentante della maggioranza, scrive, finirebbe per essere trattato come “un imputato” o come “un San Sebastiano da infilzare con le frecce”.
Il confronto tra terrorismo, Flotilla e casi mediatici
Nel suo editoriale, Capezzone richiama diversi episodi recenti per spiegare la propria tesi. Secondo il giornalista, vicende come quelle di Modena, Firenze e Cosenza avrebbero potuto aprire una discussione più ampia sul rischio terrorismo in Italia e sui problemi legati alla mancata integrazione delle seconde generazioni.
La sua critica è rivolta al modo in cui quei fatti sarebbero stati trattati. A suo giudizio, dopo una breve attenzione iniziale, il tema sarebbe stato accantonato, mentre altri argomenti sarebbero rimasti più a lungo al centro di trasmissioni e giornali. Tra questi viene citata la Flotilla, indicata come esempio di caso rilanciato con forte intensità dal circuito mediatico.
Capezzone richiama anche il lavoro del quotidiano su “mafia e appalti”, sostenendo che la controinchiesta avrebbe ricevuto poco spazio televisivo rispetto ad altri temi più funzionali al racconto dell’opposizione.
L’avvertimento alla maggioranza verso le elezioni
La parte finale dell’intervento si concentra sulle conseguenze politiche. Capezzone afferma di non avere soluzioni immediate, ma invita il centrodestra a non sottovalutare il problema dell’equilibrio nel sistema dell’informazione.
Il passaggio più esplicito riguarda il percorso verso le prossime elezioni. Secondo il direttore de Il Tempo, se non si riuscirà a ottenere “un minimo di correttezza e di equilibrio sulle reti pubbliche e private”, l’esito della sfida elettorale rischierebbe di essere compromesso.
Nel ragionamento entra anche il tema dei sondaggi. Capezzone richiama l’analisi di Luigi Crespi, secondo cui il racconto del sorpasso del campo largo sarebbe infondato. Tuttavia, avverte il giornalista, quella narrazione starebbe comunque circolando e potrebbe incidere sul clima politico. Da qui l’invito finale al centrodestra: reagire rapidamente.