Pina Picierno lascia il Partito democratico e attacca Schlein: “È diventato diverso da quello che abbiamo fondato”
Pina Picierno lascia il Pd dopo anni di distanza politica da Elly Schlein e apre il cantiere di una nuova area riformista.
Pina Picierno lascia il Pd dopo lo strappo con Schlein
La rottura è arrivata dopo una lunga fase di distanza politica, maturata dentro il Partito democratico e resa pubblica con parole nette. Pina Picierno, europarlamentare campana e vicepresidente del Parlamento europeo, ha annunciato l’addio al Pd, partito di cui faceva parte sin dalla fondazione.
La decisione è stata comunicata in un’intervista al Foglio di Claudio Cerasa, nella quale la dirigente dem ha spiegato le ragioni personali e politiche dello strappo con la linea guidata da Elly Schlein.
La dichiarazione segna uno dei passaggi più delicati per l’area riformista interna al Partito democratico, già da tempo in sofferenza rispetto alla direzione impressa dalla segretaria. Picierno, 45 anni, ha parlato di una scelta difficile, maturata dopo molti dubbi e dopo un percorso di progressivo allontanamento dalle posizioni della leadership nazionale.
“Di dubbi ne ho avuti moltissimi, mi sono più che lacerata, ma credo che per rispetto alla mia dignità politica e personale sia arrivato il momento di lasciare il Pd di Elly Schlein, che è divenuto un posto diverso da quello che abbiamo fondato e perché ho sempre chiesto alla politica la forza e il coraggio di fare in coscienza le scelte più giuste. Ora tocca a me avere coraggio”, ha dichiarato.
Il peso istituzionale di Picierno e la distanza dalla linea dem
L’uscita di Pina Picierno non riguarda una figura marginale del partito. L’europarlamentare è infatti tra gli esponenti democratici con il ruolo istituzionale più alto a livello europeo. Eletta al Parlamento europeo, dal 18 gennaio 2022 ricopre l’incarico di vicepresidente dell’istituzione dell’Unione europea, una posizione che negli anni le ha dato visibilità e peso politico anche fuori dal perimetro nazionale.
La distanza dalla segreteria di Elly Schlein si è consolidata su diversi dossier. Picierno appartiene all’area riformista del Pd, ha assunto posizioni favorevoli al sì nel referendum sulla giustizia, ha guardato con forte cautela a un’alleanza troppo stretta con il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte e ha sempre sostenuto la necessità di mantenere un appoggio militare solido all’Ucraina.
Proprio su politica estera, collocazione europea e rapporti con le forze populiste si è consumata una frattura sempre più evidente.
Nel suo ragionamento politico, la vicepresidente del Parlamento europeo lega l’addio al Pd anche alla percezione di un cambio di identità del partito. Il riferimento al “Pd di Elly Schlein” indica una distanza non solo tattica, ma culturale, rispetto alla direzione assunta dalla segreteria.
La nuova incognita riformista dopo l’addio al Pd
Resta ora aperta la questione del futuro politico di Pina Picierno. L’europarlamentare non ha ancora indicato a quale formazione intenda aderire, né ha formalizzato una destinazione immediata. Le sue parole, però, tracciano già un possibile percorso: la costruzione di uno spazio politico nuovo, dichiaratamente riformista, europeista e alternativo agli estremismi.
“La casa dei riformisti non c’è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni”, ha affermato Picierno. Una frase che chiarisce il perimetro dello strappo e lascia intendere l’intenzione di non limitarsi a una fuoriuscita individuale.
La scelta della vicepresidente del Parlamento europeo arriva in una fase delicata per il centrosinistra, alle prese con il tema delle alleanze, con il rapporto con il Movimento 5 Stelle e con la definizione di una linea riconoscibile su politica internazionale, sicurezza, diritti e riforme. L’addio di Picierno potrebbe pesare soprattutto dentro l’area moderata e riformista del Pd, dove da tempo convivono disagio politico e difficoltà a incidere sulla linea nazionale.
Per Elly Schlein, la decisione rappresenta un nuovo segnale di tensione interna, mentre per l’europarlamentare campana si apre una fase ancora da definire. La rottura, però, è ormai consumata: dopo anni nel Partito democratico, Pina Picierno sceglie di uscire e di collocare la propria battaglia politica fuori dalla casa che aveva contribuito a fondare.
