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Grillo, l’affondo contro Giuseppe Conte e la Schlein, “Così fate la figura dei cialtroni”

Dal blog di Beppe Grillo arriva l’affondo di Marco Bella contro M5S, Pd, Avs e Renzi sul blocco delle rinnovabili.

Rinnovabili, dal blog di Grillo l’attacco al campo largo

Una critica durissima al cosiddetto campo largo arriva dal blog di Beppe Grillo, dove l’ex deputato Marco Bella, oggi professore associato di Chimica Organica alla Sapienza Università di Roma, attacca Movimento 5 Stelle, Partito democratico, Alleanza Verdi e Sinistra e Matteo Renzi sul tema delle rinnovabili. Il bersaglio principale è la contraddizione tra la critica al governo sul nucleare e il blocco, di fatto, di molti impianti eolici e fotovoltaici.

“Il cosiddetto ‘campo largo’ (Partito di Oz, PD, AVS, e soprattutto Matteo Renzi, non scordiamolo) critica giustamente il Governo sul nucleare ma poi blocca di fatto le rinnovabili, con il caso emblematico della Sardegna”, scrive Bella, puntando il dito contro una linea politica giudicata incoerente.

L’ex parlamentare sostiene che non sia credibile opporsi al ritorno del nucleare e, nello stesso tempo, ostacolare lo sviluppo delle fonti pulite. Nel suo ragionamento, la transizione energetica non può restare uno slogan, ma deve tradursi in scelte concrete su fotovoltaico, eolico e impianti offshore.

Bella respinge anche l’obiezione estetica contro pannelli e pale eoliche. “Pannelli fotovoltaici e pale eoliche sono brutte?”, domanda, spiegando che l’eolico offshore, installato su piattaforme galleggianti tra 25 e 50 chilometri dalla costa, sfrutta venti più costanti e non avrebbe un impatto visivo rilevante.

La Sardegna di Todde finisce nel mirino

Il passaggio più politico riguarda la Sardegna, guidata dalla presidente Alessandra Todde, esponente del Movimento 5 Stelle. Secondo Marco Bella, l’isola rappresenterebbe il caso più evidente di una sinistra che, mentre parla di ambiente e transizione ecologica, finisce per bloccare proprio gli strumenti necessari alla produzione di energia pulita.

L’ex deputato richiama il dato secondo cui la Sardegna sarebbe tra le Regioni più indietro sul fronte delle rinnovabili. Poi collega questa situazione alla scelta della nuova giunta regionale di approvare una moratoria di 18 mesi contro i nuovi impianti.
“Non è difficile capire perché la Sardegna conduca questa poco invidiabile classifica. Il primo atto della nuova giunta regionale non è stato di occuparsi di lavoro e salute, ma di predisporre una moratoria di 18 mesi contro le ‘pericolossissime’ rinnovabili”, scrive Bella.

La critica riguarda anche la normativa regionale che, secondo l’ex parlamentare, impedirebbe l’installazione dei grandi impianti rinnovabili sul 99% del territorio sardo. Bella auspica che quella legge venga abolita e pone una domanda diretta: “che senso ha ‘tutelare’ il 99% del territorio sardo solo dalle rinnovabili?”.

Nel suo ragionamento, la contraddizione sarebbe evidente. “In quel 99% è possibile costruire strade, tralicci dell’alta tensione, abitazioni, serre, fabbriche di armi e altre attività umane, ma guarda caso no, non installare un ‘pericolosissimo’ campo di pannelli fotovoltaici”.

Bella accusa: “Calcolo elettorale contro le rinnovabili”

La parte finale dell’intervento di Marco Bella è la più dura. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle sostiene che la guerra alle rinnovabili non sia soltanto sbagliata sul piano ambientale, ma anche dannosa per lo sviluppo economico della Sardegna.

“La guerra alle rinnovabili non è solo insensata, ma anche direttamente dannosa per la Sardegna, perché rinunciare alle rinnovabili significa perdere un’opportunità senza precedenti”, afferma Bella, collegando la mancata crescita degli impianti a possibili ricadute negative su lavoro, investimenti e autonomia energetica.

Il giudizio politico diventa poi ancora più esplicito: “Perché allora bloccare le rinnovabili? Esclusivamente per un miope e abietto calcolo elettorale, al fine di raccattare qualche voto dalle persone con la mente chiusa”. Il riferimento appare rivolto alla linea adottata dalla giunta regionale guidata da Todde, anche se il ragionamento viene esteso più in generale alla sinistra.

Secondo Bella, per una parte del centrosinistra la battaglia contro le rinnovabili avrebbe assunto lo stesso ruolo identitario che per la destra ha la lotta contro i migranti. “Quello che per le destre è la lotta contro i migranti, per le sinistre è la lotta contro le rinnovabili, presuntamente la difesa del territorio’ ma in realtà direttamente togliendo importanti opportunità di lavoro e sviluppo ai cittadini e cittadine delle regioni da loro amministrate”.

La conclusione è un attacco frontale all’intera alternativa politica al governo: “se si dice di no all’allucinazione nucleare, non si possono poi bloccare le rinnovabili, perché si fa la figura dei cialtroni. Se questa è l’alternativa al governo delle destre, povera Italia!”.

Il post pubblicato sul blog di Beppe Grillo apre così una frattura evidente dentro l’area progressista e pentastellata. Il tema non è soltanto energetico, ma politico: la credibilità della transizione ecologica, secondo Bella, si misura sulla capacità di dire sì agli impianti puliti, non solo di opporsi al nucleare.