Fassino accusa la Meloni sull’Europa: “Roma esclusa dalle scelte più importanti”
Piero Fassino critica Giorgia Meloni dopo l’assenza al vertice sui Balcani e il mancato coinvolgimento nell’incontro sull’Ucraina.
Meloni assente al vertice sui Balcani
L’assenza di Giorgia Meloni al vertice Balcani-Ue è diventata un nuovo fronte di scontro politico tra governo e opposizione. La presidente del Consiglio, dopo aver partecipato a Reggio Calabria al 212° anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, non ha raggiunto l’appuntamento dedicato al futuro dei Balcani e al ruolo dell’Unione europea.
Alla base della mancata partecipazione ci sarebbe stato un ritardo legato agli impegni istituzionali e agli spostamenti successivi. Un contrattempo che ha però offerto al Partito Democratico l’occasione per contestare la linea internazionale dell’esecutivo, con Piero Fassino che ha parlato di una presunta marginalizzazione dell’Italia nei principali tavoli europei.
Fassino contro Giorgia Meloni sulla politica europea
L’ex sindaco di Torino ha usato parole molto dure per descrivere il quadro politico. “La mancata presenza della Presidente Meloni al vertice Balcani-Ue e la esclusione della Premier dal vertice Merz, Macron, Starmer sulla crisi ucraina segnano una condizione di pesante marginalità a cui la politica del governo ha condotto l’Italia”, ha dichiarato Fassino. Poi ha aggiunto:
“Davvero sconcertante l’assenza al vertice sui Balcani proprio nel momento in cui l’Unione europea, superando lentezze e ambiguità decide finalmente di dare un impulso forte alla integrazione europea di una regione strategica per l’Italia. E altrettanto grave il non coinvolgimento di Roma al vertice di Londra in un momento cruciale del conflitto russo-ucraino”.
Il deputato dem ha quindi collegato i due episodi a una critica più ampia alla postura internazionale del governo.
Il ritardo e la polemica sull’Italia in Europa
Secondo Fassino, non sarebbe determinante stabilire se l’assenza della premier sia stata causata da problemi organizzativi o da una scelta politica. “Poco importa se quella assenza sia dovuta ad un’inescusabile disorganizzazione degli impegni della premier o alla piccata ritorsione per il mancato invito al vertice franco-tedesco-inglese.
Quel che oggi appare è l’immagine di un’Italia ai margini delle scelte più significative che l’Unione europea sta assumendo”, ha affermato. L’esponente del Partito Democratico ha poi accusato Meloni di aver “snobbato l’Europa”, puntando su un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti e collocandosi “a capo del fronte euroscettico”.
La conclusione dell’attacco è stata netta: “L’esito di questa condotta è un danno forte al ruolo e alla credibilità dell’Italia, con compromissione di rilevanti interessi del nostro Paese”.
Sul piano dei fatti, la premier aveva preso parte alla cerimonia dell’Arma dei Carabinieri sul lungomare Falcomatà, insieme al ministro della Difesa Guido Crosetto e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, prima del mancato trasferimento verso il vertice nei Balcani.
Il caso resta così al centro del confronto politico, con l’opposizione che parla di isolamento internazionale e la maggioranza che riconduce l’episodio a un imprevisto legato all’agenda istituzionale.
