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Patrimoniale sui ricchi, Schlein frena la sinistra e Tajani attacca: “Vogliono tassare ciò che lasciamo ai figli”

La patrimoniale sui ricchi divide il centrosinistra dopo l’evento Tax the Rich a Milano, mentre Schlein prende le distanze dalla proposta.

Patrimoniale sui ricchi, il caso parte da Milano

La proposta di una patrimoniale sui ricchi torna al centro dello scontro politico dopo l’evento Tax the Rich organizzato a Milano dal gruppo European Left Alliance. Al centro dell’iniziativa, la richiesta di intervenire sui grandi patrimoni e sui miliardari residenti in Italia, indicati come destinatari di una nuova imposizione fiscale più dura. Il tema ha subito acceso il confronto dentro e fuori il centrosinistra, anche perché la stessa Elly Schlein, intervenendo davanti ai Giovani imprenditori di Confindustria a Rapallo, ha frenato sull’ipotesi: “Ne discuteremo ma la patrimoniale non è tra le cose già condivise”. Una posizione che ha complicato la giornata politica di Nicola Fratoianni, Elisabetta Piccolotti e Ilaria Salis, presenti nel fronte più favorevole a una stretta fiscale sui grandi patrimoni.

Salis e la proposta contro le residenze fiscali

Nel corso dell’iniziativa milanese, diversi esponenti della sinistra europea hanno rilanciato la necessità di colpire patrimoni, rendite e trasferimenti di residenza fiscale. Tra gli interventi più netti, quello di Ilaria Salis, che ha insistito sulla necessità di impedire ai ricchi di spostare la residenza fiscale per aggirare le regole. La co-presidente dell’European Left Alliance, Catarina Martins, ha invece sostenuto che “I paradisi fiscali vanno distrutti”, collegando il tema anche al costo della casa a Milano, definita una delle città dove acquistare un’abitazione risulta più difficile. Nel dibattito sono stati evocati modelli fiscali di altri Paesi e la necessità di non aumentare il peso sugli stipendi, ma di intervenire su patrimoni, case ed eredità. Fratoianni ha puntato il dito anche contro l’attuale sistema della tassa di successione, sostenendo che in Italia “non esiste” e che bisognerebbe correggere “la stortura di percentuali ridicole del 3-4% e esenzioni di 1 milione di euro per ogni figlio”.

Tajani attacca, Schlein spegne l’entusiasmo

Il tema ha provocato la reazione del centrodestra. Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, ha contestato duramente l’impostazione della sinistra: “La sinistra vuole tassare ciò che lasciamo ai nostri figli, beni già tassati”. Una critica diretta a una proposta che il centrodestra presenta come un nuovo prelievo sul risparmio e sui patrimoni familiari. Nel campo progressista, però, la linea non appare ancora definita. Schlein, in serata, ha ridimensionato l’ipotesi di una patrimoniale come punto già acquisito nel programma dell’alleanza: “Ne discuteremo ma la patrimoniale non è tra le cose già condivise nel programma dell’alleanza progressista”. Anche il Movimento 5 Stelle è entrato nel confronto con Chiara Appendino, favorevole a una misura definita “Millionaire tax contro famiglie come i Caltagirone e gli Elkann”. La stessa Appendino ha però riconosciuto che “il termine generico patrimoniale è una parola logora, fuorviante e controproducente”. Il risultato è un nuovo fronte aperto nel centrosinistra, tra chi spinge per una tassa sui grandi patrimoni e chi teme l’effetto politico di una proposta ancora divisiva.