Meloni respinge le accuse sull’assenza in Montenegro: “Le polemiche le lascio a una sinistra disperata”
Giorgia Meloni replica sull’assenza in Montenegro e spiega la scelta logistica dopo l’evento a Reggio Calabria.
La replica è arrivata il giorno dopo le critiche delle opposizioni. Giorgia Meloni ha respinto con toni netti le accuse legate alla sua assenza al vertice in Montenegro, negando che dietro la mancata partecipazione ci fossero ragioni politiche. La presidente del Consiglio ha spiegato che la decisione è stata determinata da una valutazione logistica, dopo il prolungarsi della cerimonia a Reggio Calabria per il francobollo dedicato all’Arma dei Carabinieri. Una giustificazione che arriva mentre la sua assenza viene letta anche alla luce del tavolo dei “Volenterosi” sull’Ucraina, in programma a Londra.
Giorgia Meloni e la replica sulle polemiche per il Montenegro
La premier ha scelto di rispondere direttamente alle contestazioni, prendendo le distanze dall’ipotesi di un segnale politico legato alla sua mancata presenza al vertice balcanico.
“Le polemiche sul presunto isolamento le lascio volentieri a una sinistra disperata, per quanto invece riguarda chi adombra ragioni politiche per la mia assenza, ricordo che quando ho qualcosa da dire, la dico. Gli atteggiamenti infantili o morettiani ‘mi si nota di più se vengo o se non vengo’ li lascio volentieri ad altri”, ha dichiarato Giorgia Meloni.
La presidente del Consiglio ha quindi respinto l’idea che l’assenza potesse essere interpretata come una presa di distanza diplomatica. Secondo la sua ricostruzione, la giornata istituzionale in Calabria si è protratta oltre i tempi previsti e il trasferimento in Montenegro avrebbe avuto un’utilità limitata, perché le avrebbe consentito di partecipare al vertice per “massimo un’ora”.
La scelta dopo la cerimonia per l’Arma dei Carabinieri
Al centro della spiegazione fornita da Meloni c’è la cerimonia per il francobollo dell’Arma dei Carabinieri a Reggio Calabria. L’evento, secondo quanto chiarito dalla premier, si è allungato più del previsto, rendendo poco praticabile la partenza per il vertice.
La presidente del Consiglio ha sottolineato di essere tra i leader più presenti agli appuntamenti internazionali e ha definito “ridicole” le critiche nate attorno alla sua assenza. Ha poi aggiunto che, se avesse voluto saltare un vertice per motivi politici, non avrebbe scelto proprio quello sui Balcani, area nella quale l’Italia mantiene una posizione di forte sostegno al percorso di integrazione europea.
La premier ha comunque informato il primo ministro montenegrino Milojko Spajic della sua assenza e ha assunto l’impegno di un incontro bilaterale a breve. Un passaggio utile a chiarire che, almeno nella ricostruzione del governo, non c’è stata alcuna rottura nei rapporti con Podgorica.
Il nodo Ucraina e il tavolo dei Volenterosi a Londra
La mancata partecipazione al vertice in Montenegro è stata collegata anche al quadro internazionale sull’Ucraina. Oggi a Londra è previsto il confronto dei cosiddetti “Volenterosi”, con Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Volodymyr Zelensky.
Su questo fronte il governo italiano continua a muoversi con una linea di “osservazione e appoggio”. L’esecutivo considera prematura l’entrata dell’Ucraina nell’Unione europea e, parallelamente, lavora a un riavvicinamento con gli Stati Uniti.
In questo scenario, l’assenza di Meloni al vertice balcanico è stata letta dalle opposizioni come un possibile segnale di isolamento. La premier, però, ha respinto questa interpretazione e ha ricondotto tutto a una scelta pratica, rivendicando la presenza italiana nei principali dossier internazionali e il ruolo dell’Italia nei rapporti con i Balcani.
