Bonaccini e Borghi si sono confrontati a L’aria che tira su euro, lira, Unione europea, crescita economica e linea della Lega.
Bonaccini e Borghi, duello sull’Unione europea a La7
Confronto ad alta tensione a L’aria che tira, su La7, tra Stefano Bonaccini, europarlamentare e presidente del Pd, e Claudio Borghi, senatore della Lega, sul futuro dell’Unione europea, sull’euro e sulle posizioni economiche del centrodestra. Lo scontro è nato dalla linea euroscettica ribadita dal parlamentare leghista e si è rapidamente trasformato in un botta e risposta personale, con accuse reciproche su competenza economica, trattati internazionali e risultati elettorali.
La miccia è stata accesa da Borghi, che ha rivendicato la propria distanza dal progetto europeo: “Io non sono esattamente un amico dell’Unione europea: se venisse smantellata e si desse il potere ai singoli Stati per decidere del proprio destino, secondo me l’Europa sarebbe meglio”. Bonaccini ha replicato con sarcasmo: “Magari con la lira”. Il senatore leghista non ha arretrato: “Magari sì, anche con la lira“.
Da quel momento il confronto ha assunto toni sempre più duri. L’ex presidente della Regione Emilia Romagna ha commentato: “Ha parlato il grande economista“. Borghi ha risposto chiamando in causa la Polonia: “Ma tu sai qual è il paese che cresce di più in tutta l’Ue? La Polonia, che ha lo złoty”. La replica di Bonaccini è arrivata subito: “Vuoi che apriamo una discussione sulla storia della Polonia? – rilancia Bonaccini – Borghi, cambia argomento, va là”.
Euro, lira e referendum: il confronto diventa personale
Il senatore della Lega ha accusato Bonaccini di non conoscere l’economia, mentre l’esponente del Pd ha ricordato le posizioni sostenute in passato da Borghi sull’euro. Poi l’affondo politico: “In realtà, non ti votano più nemmeno i leghisti, questo è il problema”.
Borghi ha difeso le proprie analisi, sostenendo di aver previsto molte delle difficoltà economiche europee: “Come sempre, chissà come mai succede quello che avevo esattamente detto su più o meno tutto: sui saldi commerciali, sulle difficoltà della Ue, sul fatto che la nostra area è la peggiore dal punto di vista economico al mondo da decenni. Da quando abbiamo cominciato a mettere tutto in comune, guarda caso l’Europa ha smesso di crescere”.
A quel punto Bonaccini ha posto la domanda più politica dello scontro: “Perché allora non chiedete di uscire dalla Ue e raccogliete le firme per un referendum come la Brexit?”. La replica di Borghi è stata immediata: “Perché non si possono fare referendum sui trattati internazionali! Bonaccini, tu non sai nulla! È la Costituzione. Io capisco che tu abbia fatto, come me, il liceo scientifico dove la Costituzione si spiega poco, ma tu ti sei fermato lì”.
Il presidente del Pd ha risposto spostando il confronto sulle contraddizioni interne al centrodestra: “Guarda che stai indirettamente criticando il leader del tuo partito e la presidente del Consiglio. Non so se ti rendi conto di quello che dici”. Borghi ha ribattuto: “Loro non pretendono di fare gli economisti come fai tu”.
Next Generation EU, Meloni e la chiusura dello scontro
Nel finale del confronto, Bonaccini ha citato la posizione della Lega in Europa sulla Next Generation EU, collegandola alla tenuta economica italiana: “Segnalo al premio Nobel in economia Claudio Borghi che, se fosse stato per la Lega, che in Europa non era a favore della Next Generation EU, l’Italia sarebbe stata già in recessione da 3 anni”.
Borghi ha continuato ad attaccare: “Ma non sai nulla, Bonaccini!”. L’europarlamentare del Pd ha poi chiamato in causa Giorgia Meloni, sostenendo che, “dopo aver continuato ad attaccare l’Europa, è andata a Bruxelles quasi col cappello in mano a chiedere flessibilità“.
Mentre il senatore leghista rideva e gesticolava, Bonaccini lo ha richiamato: “Borghi, guardi, stia tranquillo”. La risposta di Borghi è stata ancora una volta incentrata sui meccanismi europei: “Ma ci hanno dato 14 miliardi e non perché la Meloni sia andata col cappello in mano. Non capisci nulla di questi meccanismi. Ma tu insisti e ti ostini a parlare di economia… parla di altro, ad esempio di Emilia Romagna”.
La chiusura è arrivata con un’ultima stoccata di Bonaccini: “Il giudizio su Borghi lo hanno già dato gli elettori quando si è candidato a Como e in Europa”.