Meloni difende i centri in Albania e accusa il Pd, “Ci criticano, ma spendevano 10 miliardi l’anno”

Giorgia Meloni interviene su Trump, tasse, migranti, legge elettorale e nucleare: “Non vedo contraccolpi” nei rapporti con gli Usa.

Giorgia Meloni torna sulle tensioni diplomatiche con Donald Trump e chiarisce la linea del governo italiano. Ospite a Roma dell’evento Il giorno de La Verità, la presidente del Consiglio ha affrontato il caso nato dopo le ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, escludendo conseguenze nei rapporti tra Italia e Usa e ribadendo che la politica estera italiana resterà ancorata al rapporto tra Europa e Stati Uniti. Nel corso dell’intervista con Maurizio Belpietro, la premier ha parlato anche di tasse, migranti, Albania, Roberto Vannacci, legge elettorale e nucleare.

Giorgia Meloni e il caso Trump: “Non vedo contraccolpi”

Sul rapporto con Donald Trump, Giorgia Meloni ha usato parole nette. “Sono rimasta sinceramente colpita da Trump” ma “la politica estera dell’Italia non cambia” e “non vedo contraccolpi”, ha dichiarato la premier, tornando sulle tensioni diplomatiche degli ultimi giorni.

La presidente del Consiglio ha spiegato di aver seguito le diverse interpretazioni circolate dopo l’episodio. “Ho chiaramente letto le varie ricostruzioni che sono state fatte: dai presunti video diventati virali, nei quali il mio atteggiamento poteva sembrare un po’ assertivo, al di là delle dita o meno, fino alle ricostruzioni che parlerebbero di un tentativo di distogliere l’attenzione dall’andamento dei negoziati con l’Iran, riportandola sulle difficoltà in ambito Nato”, ha sottolineato.

Poi ha aggiunto: “Tant’è che, come ha visto, nelle ultime ore il fronte si è un po’ allargato e non riguarda più soltanto l’Italia, ma coinvolge anche altri Paesi. Non so dire se queste ricostruzioni possano essere vere”.

La linea, però, non cambia. “Non cambio idea. Sto leggendo molte ricostruzioni. La politica estera sarà quella che è stata negli ultimi 80 anni. Non cambio idea su quanto sia importante mantenere solido il rapporto fra Stati Uniti ed Europa”.

Sui possibili effetti nei rapporti bilaterali, Meloni ha escluso conseguenze immediate: “Non vedo francamente contraccolpi. Mi pare che la nostra attività e i nostri rapporti vadano bene anche nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, tanto a livello istituzionale quanto a livello economico”.

Tasse, migranti e Albania: la replica della premier

Durante l’intervento, Giorgia Meloni ha risposto anche alle critiche di Matteo Renzi, che l’ha definita “Lady Tax”. La presidente del Consiglio ha replicato rivendicando la linea fiscale dell’esecutivo.

“Renzi è sempre efficace nelle battute, poi è difficile sostenere che questo è il governo delle tasse. Quando chiedi a questi signori quali tasse abbiamo aumentato non sanno rispondere, perché noi le tasse le abbiamo diminuite. A meno che – osserva Meloni – a Renzi non dispiaccia, e non potrei escluderlo, che delle tasse le abbiamo aumentate, ossia quelle su banche e assicurazioni. Questo è un governo che in manovra ha chiesto alle banche di darci una mano per aiutare le persone in difficoltà. E ringrazio le banche. C’è gente che si definisce di sinistra ma quando ha governato di sinistra non è”.

Sul dossier migranti, la premier ha difeso i centri in Albania, respingendo le accuse sui costi. “Quest’anno abbiamo speso 50 milioni di euro. Siamo stati attaccati” da “persone che facevano spendere all’Italia dieci miliardi di euro” l’anno.

Meloni ha poi collegato il tema al nuovo regolamento europeo sui rimpatri: “Cambia molto, sono fiera di questo provvedimento, sono molto fiera sia stato approvato con una maggioranza Giorgia, qualcosa che in Italia conosciamo bene, il centrodestra italiano funziona bene, avevo detto da tempo che avrei provato” a portarlo in Europa.

La premier ha insistito sul peso politico della maggioranza che ha sostenuto quelle norme: “Mi piace che questa maggioranza si materializzi spesso in Europa perché è diversa da quella che ha eletto Ursula Von der Leyen, che invece mette insieme culture diametralmente opposte”. E ancora: “Oggi abbiamo un regolamento rimpatri e norme chiare perché c’è una maggioranza diversa che ha sostenuto quelle norme”.

Vannacci, legge elettorale e nucleare nell’agenda del governo

Il confronto politico interno è passato anche dal nome di Roberto Vannacci. Per Giorgia Meloni, l’attenzione della sinistra sul generale nasce dalla difficoltà di raccontare la propria coalizione. “Mi sono fatta l’idea che la sinistra ne parla molto perché non potendo parlare della loro coalizione parlano della nostra. Renzi era così impegnato a lanciare la volata a Vannacci che non si è neanche accorto che non lo avevano invitato alla riunione dei leader del centrosinistra. Si parla di noi perché si tende ad avere difficoltà a raccontarsi dall’altra parte”.

Sulla legge elettorale, la premier ha respinto l’idea di una norma costruita su misura per il centrodestra. “Io non penso che questa sia una legge che serve al centrodestra. È una legge che serve a chi vince le elezioni per avere i numeri per governare e quindi vinca il migliore, ma è sicuramente una legge che serve all’Italia perché secondo me sarebbe devastante tornare indietro”.

In chiusura, Meloni ha indicato il nucleare tra gli obiettivi da lasciare al Paese prima della fine della legislatura. “Manca un anno o poco più alla fine di questa legislatura e prima vorrei lasciare al Paese il nucleare”.

Sui tempi, la presidente del Consiglio ha spiegato che molto dipenderà dalla capacità di procedere rapidamente: “dipenderà dalla velocità in cui riusciremo a operare. Confido che prima della pausa estiva si arrivi all’approvazione della legge delega, il Governo sta già lavorando ai decreti attuativi”.

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