Vittorio Feltri interviene sulla morte di Francesco Imprezzabile e denuncia il doppio standard verso le forze dell’ordine.
Vittorio Feltri e il caso Francesco Imprezzabile
Vittorio Feltri interviene dopo la morte di Francesco Imprezzabile, agente di 39 anni deceduto mentre era in servizio durante l’inseguimento di una vettura che non si era fermata all’alt delle forze dell’ordine. Il giornalista concentra la sua riflessione sul trattamento riservato agli uomini in divisa e su quello che definisce un doppio standard morale nel giudizio pubblico.
Per Feltri, la morte dell’agente rischia di essere letta come una fatalità, mentre episodi analoghi assumono un peso completamente diverso quando a perdere la vita è chi fugge da un controllo. “Non solo mi pare che esista un doppio standard. Mi pare che esso sia diventato la cifra morale del nostro tempo”, afferma.
Il ragionamento parte da un contrasto netto: da una parte Imprezzabile, morto mentre cercava di fermare chi aveva deciso di non rispettare l’alt; dall’altra una tendenza, denunciata dal giornalista, a cercare attenuanti per chi viola la legge e a mettere sotto accusa chi indossa una divisa.
Il doppio standard secondo Feltri
Nel suo intervento, Vittorio Feltri insiste sul modo in cui viene usata l’espressione “rischio del mestiere”. Secondo il giornalista, questa formula viene richiamata quasi sempre quando a morire è un agente, un carabiniere o un militare. Molto meno, invece, quando le conseguenze riguardano chi fugge, rapina o si sottrae a un controllo.
“Un tempo si stava dalla parte delle guardie e contro i ladri. Oggi, troppo spesso, si sta contro le guardie e si cercano attenuanti per i ladri”, scrive Feltri, denunciando una trasformazione culturale che a suo giudizio ha indebolito l’autorevolezza dello Stato.
Il giornalista richiama anche il caso di Ramy Elgaml, morto a Milano dopo una fuga da un controllo, e le tensioni che seguirono nel quartiere Corvetto. Per Feltri, in quella vicenda le forze dell’ordine furono accusate con eccessiva rapidità, mentre sarebbe stato messo in secondo piano il fatto iniziale: la decisione di scappare davanti a un alt.
“Uno Stato che non difende chi lo difende si indebolisce”
Il cuore della posizione di Vittorio Feltri riguarda la tutela degli operatori in divisa.
“Se un agente insegue un fuggitivo, fa il proprio dovere. Se un carabiniere ferma un sospetto, fa il proprio dovere. Se un poliziotto interviene contro un rapinatore, fa il proprio dovere”, scrive il giornalista.
Secondo Feltri, chi rappresenta lo Stato nella gestione dell’ordine pubblico viene spesso costretto a giustificare ogni intervento, mentre chi infrange le regole trova più facilmente spiegazioni e attenuanti. Da qui la frase più dura del suo intervento:
“Uno Stato che non difende chi lo difende è uno Stato che si indebolisce da solo”.
La riflessione si chiude con il riferimento personale a Francesco Imprezzabile e alla sua famiglia. Per Feltri, dietro la divisa non c’è un simbolo distante, ma una persona chiamata a correre rischi concreti. “C’è un uomo. E troppo spesso ce ne ricordiamo soltanto quando è troppo tardi”, conclude.
