Renzi fuori dal tavolo del campo largo, Conte alza il muro: “Ora è il tempo del programma”

Renzi resta al centro dello scontro nel campo largo dopo le parole di Conte sui tavoli con Pd, M5S e Avs.

La tensione nel campo largo torna a concentrarsi su Matteo Renzi. Dopo il confronto romano tra Pd, M5S e Avs senza il leader di Italia Viva, il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha chiarito che quel metodo non sarebbe stato un caso isolato. La conseguenza politica è immediata: l’area progressista prova a definire il programma, ma il nodo dell’allargamento al centro resta aperto e rischia di trasformarsi in uno scontro sui veti.

Renzi e il campo largo, Conte rivendica il tavolo senza Italia Viva

Il passaggio più netto arriva da Conte, che ha spiegato come il pranzo romano all’osteria Costanza, a Roma, non sia stato l’unico momento di confronto senza Renzi. L’ex premier ha affermato: «Non era la prima volta che facevamo riunioni senza di lui».

Per il presidente del M5S, i tavoli tra Avs, Movimento 5 Stelle e Partito Democratico rappresentano «il formato naturale». Una formula che indica una priorità precisa: prima il programma, poi l’eventuale perimetro della coalizione. Conte ha richiamato anche due date, l’8 e il 15 luglio, come tappe per chiudere il lavoro sui contenuti.

La linea viene sintetizzata dallo stesso leader pentastellato con una frase che pesa sui rapporti interni al centrosinistra: «Ora è il tempo del programma. Dopo si capirà chi coinvolgere». Il messaggio politico è chiaro: Italia Viva non viene considerata parte necessaria della fase iniziale e il suo eventuale ingresso resta subordinato al percorso programmatico.

Italia Viva reagisce: “La politica non è l’università”

La replica dell’area renziana non si è fatta attendere. Fonti di Italia Viva hanno contestato l’impostazione di Conte, leggendo nelle sue parole una sorta di selezione preventiva degli alleati.

La posizione viene espressa in modo diretto: «Prendiamo atto – riferiscono fonti di Iv – che il professore Conte vuole fare gli esami di ammissione alla coalizione. Ma la politica non è l’università. Casa Riformista sarà sulla scheda elettorale come espressione del centrosinistra di Obama e Clinton, non della destra di Trump e Salvini. C’è il proporzionale e tutti i voti servono. Chi vuole mettere veti anziché prendere consensi si assumerà la responsabilità di regalare il Quirinale e Palazzo Chigi alla destra sovranista».

Il punto centrale è il peso politico del centro riformista dentro l’alleanza. Renzi, intervenendo a In Onda su La7, ha rilanciato la sua lettura dello scontro: «Il nostro obiettivo – spiega – è portare alla coalizione chi detesta Conte, Bonelli e Fratoianni. Se qualcuno preferisce i veti, si sta sparando sui piedi».

Parole che confermano la distanza tra il leader di Italia Viva e l’asse formato da Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Per i renziani, il problema non è solo la presenza nella coalizione, ma il ruolo che l’area centrista potrà avere in caso di costruzione di un’alternativa al centrodestra.

Schlein prova a ricucire, Bettini chiede Renzi nell’alleanza

A tentare una mediazione è intervenuta la segretaria del Pd, Elly Schlein, che ha ribadito la necessità di «allargare ancora, non certo restringere». La leader dem ha escluso che il pranzo di Campo de’ Fiori fosse uno scatto «ad excludendum di tutti i soggetti che stanno rafforzando l’area di centro», indicata come «quarta gamba» dell’alleanza.

La rassicurazione, però, non chiude il caso. Nell’area di Italia Viva resta il timore di essere considerata una presenza marginale, soprattutto se il centro dovesse essere rappresentato da soggetti politici diversi e più graditi al M5S.

Anche Goffredo Bettini, figura storica del Partito Democratico, ha richiamato la necessità di tenere Renzi dentro il perimetro della coalizione, sostenendo che «Renzi debba stare nell’alleanza». La partita, dunque, resta aperta: da una parte Conte spinge per partire dal programma e dai partner ritenuti più omogenei, dall’altra Renzi rivendica un ruolo politico autonomo e decisivo nel centrosinistra.

Il confronto dei prossimi mesi dirà se il campo largo riuscirà ad assorbire la frattura o se il rapporto tra M5S e Italia Viva diventerà uno degli ostacoli principali nella costruzione dell’alternativa alla destra.

Lascia un commento