Vannacci e Cruciani si schierano con Roggero, il gioielliere condannato per l’uccisione di due banditi, “Per noi la difesa è sempre legittima”

Roberto Vannacci parteciperà a Vicenza all’iniziativa per Mario Roggero, condannato per l’uccisione di due rapinatori.

Roberto Vannacci torna a intervenire sul tema della legittima difesa e sceglie di schierarsi pubblicamente al fianco di Mario Roggero, il gioielliere piemontese condannato anche in appello per aver ucciso due rapinatori dopo l’assalto alla sua attività. Il leader di Futuro nazionale parteciperà domenica 28 giugno a un evento in programma al Teatro città di Vicenza, insieme all’imprenditore Alberto Filippi, ex senatore della Lega, vittima il 17 aprile scorso di una violenta rapina in casa. L’iniziativa nasce come segnale di solidarietà nei confronti di Roggero, che tra circa tre settimane conoscerà il proprio destino giudiziario definitivo.

Vannacci a Vicenza per Mario Roggero e la legittima difesa

L’appuntamento di Vicenza riporta al centro del confronto pubblico il caso di Mario Roggero, gioielliere piemontese condannato per aver sparato contro due ladri che avevano assaltato la sua gioielleria. La vicenda è diventata negli anni uno dei casi più discussi sul confine tra legittima difesa, reazione alla rapina e responsabilità penale.

Roggero è stato condannato anche in appello e tra tre settimane saprà se dovrà scontare una pena superiore a 14 anni di reclusione. Proprio in vista di quella scadenza, l’iniziativa al Teatro città di Vicenza punta a manifestare sostegno al gioielliere e a rilanciare il tema della tutela di chi subisce rapine o aggressioni.

Alla serata prenderà parte anche Giuseppe Cruciani, conduttore de La Zanzara su Radio24, insieme a Roberto Vannacci e ad Alberto Filippi. La presenza del leader di Futuro nazionale conferma la volontà di portare la battaglia sulla legittima difesa dentro il perimetro politico del suo movimento.

Alberto Filippi racconta la rapina subita in casa

Tra i protagonisti dell’evento ci sarà Alberto Filippi, imprenditore vicentino ed ex senatore della Lega, rapinato nella propria abitazione il 17 aprile scorso. Una banda di ladri lo ha derubato di una collezione di orologi e preziosi dal valore stimato di circa 3 milioni di euro.

Filippi ha spiegato le ragioni della sua partecipazione, collegando la propria esperienza personale al caso di Mario Roggero. Le sue parole sono dure e descrivono il trauma subito durante la rapina: «Io so cosa si prova – spiega l’imprenditore vicentino Alberto Filippi – perché io sono stato vittima di una rapina, ho visto la mia famiglia e le mie bambine sequestrate per oltre un’ora, mi hanno derubato di quasi 3 milioni in preziosi ed era tesoretto di 41 anni di lavoro destinato a garantire il futuro delle mie bambine. Una pistola caricata a una spanna dagli occhi ti cambia la vita ed è per questo che civilmente oggi in modo ufficiale mi voglio ribellare a questa giustizia che non ritengo giusta. Per me la difesa è, anzi deve essere sempre legittima».

Il racconto dell’ex senatore richiama il tema della paura vissuta da chi subisce un’aggressione in casa o nella propria attività. Per Filippi, la reazione di chi si trova davanti a una minaccia armata deve essere valutata anche alla luce del contesto emotivo e della violenza subita.

Il caso Roggero torna al centro del confronto politico

La partecipazione di Roberto Vannacci all’evento per Mario Roggero conferma l’attenzione di Futuro nazionale verso i temi della sicurezza, della proprietà privata e della risposta dello Stato di fronte alle vittime di rapina. Il caso del gioielliere piemontese resta particolarmente divisivo perché intreccia il diritto alla difesa con i limiti stabiliti dalla legge.

L’iniziativa di Vicenza arriva in un momento decisivo per Roggero, in attesa di conoscere se la condanna diventerà definitiva e se dovrà affrontare oltre 14 anni di carcere. Per i promotori dell’evento, la sua vicenda rappresenta un simbolo di una giustizia ritenuta troppo severa nei confronti di chi reagisce dopo aver subito una rapina.

Con Vannacci, Filippi e Cruciani, il tema della legittima difesa torna così al centro della scena politica e mediatica, destinato a restare uno dei punti più sensibili nel confronto tra sicurezza, diritti delle vittime e applicazione della legge.

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