Barbara d’Urso al Padova Pride Village parla dell’addio alla tv quotidiana e delle battaglie sociali che dice di non poter più portare avanti.
La frase è arrivata davanti al pubblico del Padova Pride Village e ha subito riacceso l’attenzione sul futuro televisivo di Barbara d’Urso. La conduttrice, ospite di Lorenzo Bosio a Padova, è tornata a parlare della lunga stagione a Pomeriggio 5 e del rapporto interrotto con l’azienda per cui ha lavorato per molti anni. Al centro del suo intervento non solo la nostalgia per la televisione quotidiana, ma anche il riferimento alle battaglie civili che, secondo la d’Urso, avevano segnato una parte importante del suo percorso professionale.
Barbara d’Urso al Pride Village e la frase sulla tv
Durante l’ospitata al Padova Pride Village, Barbara d’Urso ha ricordato alcuni dei temi affrontati per anni nei suoi programmi, dalla violenza contro le donne alla tutela dei minori e degli anziani, fino alla lotta contro l’omofobia. Nel suo intervento ha citato anche il caso di Mirko Moriconi, sottolineando che “esistono padri, se così si possono chiamare, che sparano a un figlio perché omosessuale”.
Poi è arrivato il passaggio più forte, quello rivolto al suo allontanamento dalla televisione quotidiana. “L’azienda per la quale ho lavorato per tanti anni mi ha tolto la possibilità di fare queste battaglie che ho fatto fin da subito, sono 16 anni che faccio queste battaglie, come quella contro la violenza sulle donne, quella delle telecamere negli asili nido e nelle case di riposo degli anziani. E io da tre anni non posso più entrare nelle case della gente a dire questo e non so se ora c’è gente che quotidianamente lo fa, non ne ho idea. Però questa cosa mi manca veramente”.
Parole che hanno riportato al centro il tema del rapporto tra la d’Urso e Mediaset, dopo la fine della sua lunga presenza pomeridiana in tv. La conduttrice non ha usato toni di attacco diretto, ma ha legato la sua assenza dal piccolo schermo alla perdita di uno spazio che, a suo dire, le consentiva di parlare ogni giorno a un pubblico molto ampio.
Le battaglie sociali ricordate dalla conduttrice
Nel racconto della serata, Barbara d’Urso ha rivendicato il lavoro svolto in anni di dirette televisive. Tra gli slogan più riconoscibili ha ricordato “chi ti picchia non ti ama”, legato alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Ha poi richiamato la richiesta di telecamere negli asili nido e nelle case di riposo, temi che nei suoi programmi venivano spesso affrontati attraverso casi di cronaca, testimonianze e appelli pubblici.
La presenza al Pride Village ha dato alla conduttrice anche l’occasione per ribadire il suo impegno contro l’omofobia. Un terreno sul quale la d’Urso, negli anni, aveva costruito una parte importante della propria immagine televisiva, alternando intrattenimento, cronaca e campagne di sensibilizzazione. Proprio questo intreccio tra tv popolare e temi sociali è stato al centro delle sue parole a Padova.
Nel corso dell’incontro non sono mancati anche momenti più leggeri. La conduttrice ha ballato sulle note di DolceAmaro e ha commentato alcuni dei suoi sketch più celebri, dal “salutame a soreta” pronunciato a Live Non è la d’Urso fino al “sono figa sopra ogni cosa” diventato virale dopo Ballando con le Stelle.
Il teatro e il nuovo podcast di Barbara d’Urso
Accanto al ritorno nelle ospitate pubbliche, Barbara d’Urso ha parlato anche dei prossimi progetti professionali. La conduttrice sta promuovendo lo spettacolo teatrale Barbaramente, che andrà in scena tra febbraio e aprile del prossimo anno, con nuove date ancora da annunciare.
Non solo teatro. La d’Urso sta lavorando anche a un podcast dedicato a storie fuori dall’ordinario. L’annuncio diffuso sui social cerca persone comuni con esperienze particolari da raccontare: “Ti è mai successo qualcosa che ha sfidato ogni logica? Hai vissuto un evento che ancora oggi fatichi a spiegare? Una coincidenza straordinaria, un incontro che ti ha cambiato la vita, una storia incredibile che nessuno dimentica dopo averla ascoltata? Cerchiamo persone comuni che abbiano vissuto esperienze fuori dall’ordinario. Se pensi che la tua storia meriti di essere raccontata, questo è il momento di condividerla. Perché la realtà, a volte, supera la fantasia”.
