Alba Parietti attacca la tv del mattino: “Mai condurrei un programma per casalinghe”

Alba Parietti parla dei suoi 65 anni, rilancia Grimilde e spiazza sulla tv del mattino e su un onorevole.

A pochi giorni dai 65 anni, Alba Parietti sceglie di guardarsi indietro senza toni celebrativi e di parlare del futuro con la stessa franchezza che l’ha resa uno dei volti più riconoscibili della televisione italiana. In un’intervista al Corriere della Sera, la showgirl e opinionista ha raccontato desideri professionali, programmi mai dimenticati e limiti molto chiari su ciò che oggi non accetterebbe di fare.

La Parietti, madre di Francesco Oppini, non ha nascosto la voglia di tornare alla conduzione, ma solo con un progetto capace di rispecchiarla davvero. Non un contenitore qualunque, non un format costruito soltanto per occupare una fascia oraria. La sua idea di televisione resta legata a personalità, provocazione e identità riconoscibile.

Alba Parietti e il rifiuto della tv del mattino

Il passaggio più netto riguarda la fascia mattutina. Alla domanda su quale programma le piacerebbe condurre, Alba Parietti ha spiegato di volere qualcosa vicino alla sua natura e al suo modo di stare in scena: “Io vorrei condurre qualcosa che mi somiglia…”.

Subito dopo, la Parietti ha tracciato un confine preciso, escludendo un certo tipo di televisione del mattino. “Non un programma per casalinghe la mattina: allora preferisco fare l’ospite…Anche perché dormire fino a tardi fa parte delle cose che mi somigliano…”, ha dichiarato.

Una frase destinata a far discutere, perché tocca un genere televisivo molto frequentato e una fascia oraria storicamente centrale per Rai e Mediaset. La Parietti non ha però presentato il rifiuto come snobismo, ma come coerenza con il proprio personaggio pubblico. Per lei, la conduzione deve nascere da un’identità forte, non da una collocazione casuale nel palinsesto.

Il tema è anche quello della riconoscibilità. Dopo anni di presenze televisive, interviste, opinionismi e programmi costruiti attorno alla sua immagine, la Parietti sembra non voler accettare ruoli che percepisce lontani dalla propria storia.

Il sogno Grimilde e i programmi che vorrebbe rifare

Tra i desideri più espliciti della Parietti c’è il ritorno di Grimilde, programma di interviste rimasto legato alla sua carriera nonostante una vicenda televisiva breve. Lo show, infatti, venne fermato dopo una puntata pilota, pur avendo ottenuto risultati giudicati molto buoni.

“Mi piacerebbe rifare Grimilde, buttato via nonostante lo abbiano copiato in Francia…”, ha detto la Parietti, rilanciando un progetto che considera ancora attuale. Nelle sue parole emerge il rammarico per un’occasione non sviluppata, ma anche la convinzione che quel format avesse una forza non pienamente riconosciuta.

La Parietti ha poi citato altri programmi che sentirebbe vicini alla sua identità televisiva. “Se no vorrei condurre un facsimile di Alballoscuro o Non sono una signora…”, ha aggiunto, richiamando due esperienze diverse ma entrambe legate a un’idea di spettacolo personale, costruita attorno al carisma e alla presenza scenica.

Il riferimento non è casuale. Alballoscuro e Non sono una signora rappresentano per la Parietti un tipo di televisione in cui il volto che conduce non è intercambiabile, ma diventa parte centrale del racconto. È questo, oggi, il terreno su cui la showgirl dice di volersi muovere.

La frase sull’onorevole e il racconto rimasto sospeso

Nell’intervista, Alba Parietti ha affrontato anche un tema più delicato, quello delle molestie. Alla domanda se nella sua vita abbia vissuto episodi di questo tipo, la Parietti ha risposto spiegando che, nella maggior parte dei casi, le persone si sarebbero comportate correttamente: “Sono stati quasi tutti al loro posto…”.

Poi, però, ha lasciato intendere l’esistenza di un episodio legato a un esponente politico, senza entrare nei dettagli e senza fare nomi. “Di un onorevole poco onorevole mi verrebbe tanta voglia di raccontare un episodio…Ma lo grazio…”, ha dichiarato.

La Parietti si è limitata ad aggiungere un riferimento al profilo politico dell’uomo: “Lui sta sempre dove c’è il potere, il contrario di me…”.

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